Arriva il Carrello di WhatsApp per comprare in chat

Dopo aver introdotto il pulsante dedicato allo Shopping, che ha sostituito quello delle videochiamate all’interno delle chat con gli account Business, ora su WhatsApp è arrivata anche la funzione Carrello. Rendere sempre più semplice fare acquisti online è l’obiettivo dell’app di messaggistica, soprattutto se ci si rivolge ad attività con più prodotti nel catalogo. Se prima infatti era possibile ordinare solo un prodotto per volta con la funzione Carrello è possibile selezionare più articoli contemporaneamente. Il Carrello risulta quindi particolarmente utile quando si comunica con attività che vendono più di un articolo alla volta, come ad esempio ristoranti o negozi di abbigliamento.

Migliorare l’esperienza di vendita e di acquisto

Con la nuova funzione di WhatsApp gli utenti possono sfogliare il catalogo, selezionare più prodotti e inviare l’ordine all’attività in un singolo messaggio. Dal punto di vista delle aziende, invece, il Carrello agevola le vendite, poiché è più facile tenere traccia degli ordini ricevuti e gestire le richieste dei clienti. Inoltre, grazie ai cataloghi i clienti possono controllare la disponibilità dei prodotti, e le aziende possono organizzare le chat in base ai singoli articoli.

Come funziona il Carrello di WhatsApp

La condizione più importante affinché la nuova caratteristica possa funzionare è ovviamente che il rivenditore la supporti, e permetta quindi all’utente di effettuare acquisti tramite WhatsApp, riporta Webnews. Per verificarlo basta verificare se nella chat è presente l’icona Negozio posta vicino al nome dell’azienda che interessa.  A quel punto, una volta effettuato l’accesso nello shop, basta seguire alcuni passaggi per operare i propri acquisti multipli. Innanzitutto scorrere e selezionare gli articoli presenti nel catalogo, poi toccare l’icona Aggiungi al carrello, quindi ripetere l’operazione con tutti i prodotti desiderati. Terminata l’operazione, è possibile inviare e concludere l’ordine con un semplice messaggio.

L’app è sempre più simile a un punto vendita

“Sono sempre di più gli utenti che acquistano tramite chat – si legge su Facebook, il sito ufficiale di WhatsApp – ed è per questo che desideriamo migliorare ulteriormente l’esperienza di vendita e di acquisto”. WhatsApp sta diventando, insomma, sempre più simile a un punto vendita, con i proprietari di piccole attività che possono gestire gli ordini e fornire informazioni sui prodotti o servizi offerti, e gli utenti che possono ottenere un accesso facilitato ad articoli di loro interesse. La funzione Carrello è già disponibile in tutto il mondo.

Solo il 20% delle aziende europee considera l’empowerment dei dipendenti

L’approccio tipico all’innovazione prevede che il processo venga avviato dal management e che i dipendenti vengano coinvolti solo nella fase di esecuzione. Tuttavia, questo approccio a volte può rivelarsi inefficace. Molti top manager infatti possono lasciarsi  sfuggire opportunità di business che, al contrario, possono essere colte dai dipendenti, i quali interagiscono direttamente con i clienti, o sviluppano i prodotti. Da quanto emerge da un’indagine effettuata da Savanta per conto di Kaspersky l’88% di senior decision maker europei ritiene che le organizzazioni di successo promuovano l’innovazione a ogni livello, e all’interno di ogni team. Ma solo il 20% delle aziende europee considera l’empowerment dei dipendenti come parte essenziale della propria cultura aziendale.

Le innovazioni sono più efficaci quando vengono proposte dai dipendenti

La maggior parte dei leader europei dell’innovazione ritiene che per avere successo le organizzazioni debbano alimentare una cultura dell’innovazione in tutta l’azienda. E il 67% degli intervistati ritiene che le innovazioni siano più efficaci quando vengono proposte dai dipendenti. Tuttavia, solo il 20% degli intervistati ritiene che la propria organizzazione consideri l’empowerment dei dipendenti come parte essenziale della cultura aziendale. Tanto che sebbene ciò sia considerato uno dei valori fondamentali per essere innovativi, si trova al penultimo posto nella lista dei valori più diffusi.

Le innovazioni richiedono un ambiente multiculturale

Nella lista dei valori fondamentali per avere successo la diversità però è anche più importante dell’empowerment. Questo indica che le innovazioni richiedono un ambiente multiculturale e persone con background diversi al fine di promuovere opinioni e idee davvero innovative.

“Per valorizzare al massimo il potenziale innovativo non basta avere un reparto dedicato. I migliori risultati si ottengono quando l’opinione di ogni dipendente viene presa in considerazione e può contribuire con le proprie idee – dichiara Vitaly Mzokov, Head of Innovation Hub di Kaspersky -. Il management di un’azienda dovrebbe incoraggiare e promuovere questo approccio, perfezionando le migliori idee con la propria esperienza e le proprie osservazioni nelle ultime fasi del processo, allineandole alla strategia aziendale”.

Un reparto dedicato esclusivamente al processo di innovazione

Per supportare un approccio bottom-up all’innovazione, Kaspersky raccomanda di sottolineare regolarmente l’importanza delle innovazioni nella comunicazione interna, sia con l’aiuto dei dirigenti sia allineandosi singolarmente con i team manager. Ma anche implementare un programma dedicato che permetta ai dipendenti di proporre nuove idee e opportunità di business, e motivarli istituendo un programma che premi i progetti migliori. Kaspersky suggerisce inoltre di creare un reparto dedicato esclusivamente al processo di innovazione dove i dipendenti possano lavorare alle idee selezionate: questo consente non solo di supportare il processo creativo, ma anche l’esecuzione dei progetti stessi.

A ottobre, 391mila nuovi contratti di lavoro

Dal Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, risulta che la domanda di lavoro delle imprese italiane continua a crescere su base tendenziale. Sebbene il quadro economico internazionale sia caratterizzato da crescenti incertezze, sono 391mila i contratti programmati nel mese di ottobre, e saliranno a oltre 1 milione nel trimestre ottobre-dicembre. Oltre 21mila in più, il 5,7% , rispetto a ottobre 2018, e nel trimestre in corso +100 mila, il 10,6% in più rispetto allo stesso periodo di un anno fa.

Le filiere del Made in Italy, opportunità nel settore dell’industria

A creare maggiori opportunità di lavoro per l’industria saranno alcune filiere distintive del Made in Italy, con in testa la meccatronica (49.960 attivazioni nel trimestre ottobre-dicembre con una crescita tendenziale del 12,5%), seguite dalla metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (40.350 contratti, +14,8%).

Le imprese del Sistema moda e dell’alimentare sembrano invece segnare il passo con tassi tendenziali di crescita più contenuti. Per i servizi, la filiera del turismo si conferma il traino della domanda di lavoro, con 70.560 i contratti nel trimestre ottobre-dicembre, e una crescita tendenziale del 19,8%. Consistente però anche l’apporto del comparto servizi informatici e delle telecomunicazioni, con 30.170 contratti e un tasso di crescita del 19,1%.

Permane la difficoltà nel reperimento dei profili professionali

Resta alta la difficoltà di reperimento di profili professionali segnalata dalle imprese, che riguarda il 31,4% dei profili ricercati. Ad avere maggiori difficoltà di reperimento sono le imprese dei servizi informatici e delle Tlc, con il 52% dei profili ricercati di difficile reperimento, le imprese della metallurgia e fabbricazione prodotti in metallo (47%), quelle della meccatronica (45%), industrie del legno e del mobile (43%), tessili, abbigliamento e calzature (38%).

La maggiore difficoltà è nel reperire laureati in ingegneria elettronica e dell’informazione (67,9%) e in ingegneria industriale (54,0%), ma difficili da reperire sono anche i laureati in chimica e farmacia (58,6%) nonché quelli a indirizzo scientifico, matematico e fisico. Oltre ai laureati in discipline Stem, mancano anche quelli a indirizzo linguistico, traduttori e interpreti (53,9%).

Mancano laureati in discipline Stem

Considerata la difficoltà a reperire laureati in discipline Stem, non stupisce che siano proprio le aree aziendali dove queste professionalità dovranno operare a registrare le più elevate difficoltà di reperimento. Infatti, è di difficile reperimento il 65,5% dei profili inquadrati nei servizi informativi (+20% su base annua), così come il 50,4% dei profili dediti alla progettazione, ricerca e sviluppo.

In crescita del 7% anche la difficoltà di reperimento nell’ambito delle funzioni legate alla logistica.

Ulteriori conferme, riporta Adnkronos, si trovano scorrendo il Borsino delle Professioni. Sono di difficile reperimento il 68,7% degli specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali, il 42,2% degli ingegneri, il 63,1% dei tecnici in campo ingegneristico, e il 61,8% dei tecnici informatici.

 

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