Dopo 4 anni frena la domanda di credito da parte delle imprese. Ma aumentano i mutui

Dopo quattro anni di crescita nel secondo semestre del 2018 la domanda di credito da parte delle imprese si è stabilizzata. Le richieste di prestiti sono lievemente aumentate soltanto nel Nord-est, mentre nel Nord-ovest si sono mantenute invariate, e sono leggermente diminuite al Centro-sud. La domanda è stata indirizzata prevalentemente al sostegno del capitale circolante, mentre quella destinata agli investimenti produttivi, e al consolidamento delle posizioni debitorie in essere, si è leggermente ridotta. Lo afferma la Banca d’Italia in un’indagine su domanda e offerta di credito a livello territoriale realizzata nel mese di marzo 2019.

“L’irrigidimento è avvenuto soprattutto attraverso l’aumento degli spread”

Nella seconda metà del 2018, si legge nell’indagine di Banca d’Italia, “si è interrotta la fase di allentamento dei criteri di offerta alle imprese dell’industria e dei servizi in atto dal 2014, con segnali di lieve inasprimento in tutte le ripartizioni territoriali”. E anche le condizioni di accesso al credito per l’edilizia, già restrittive, si sono ulteriormente irrigidite. Per i primi cinque gruppi bancari (UniCredit, Intesa Sanpaolo, Banca Monte dei Paschi di Siena, UBI Banca, Banco BPM), “l’inasprimento si è realizzato prevalentemente attraverso il calo del le quantità offerte, più marcato al Centro-sud – continua Bankitalia -. Per gli altri intermediari l’irrigidimento è avvenuto, in tutte le aree, soprattutto attraverso l’aumento degli spread applicati alle imprese più rischiose”.

Le condizioni applicate ai prestiti alle famiglie sono rimaste stazionarie

La domanda di mutui per l’acquisto di abitazioni da parte delle famiglie, riferisce Askanews, è ancora cresciuta, e in modo più intenso nelle regioni settentrionali.  La domanda di credito al consumo è invece rimasta invariata nel Nord-ovest, mentre si è contratta nelle altre aree del Paese. Dal lato dell’offerta, “le condizioni applicate ai prestiti alle famiglie sono rimaste stazionarie – aggiunge Bankitalia -. Anche la durata e il rapporto tra finanziamento e valore dell’immobile (loan-to-value ratio) delle nuove erogazioni di mutui non hanno subito variazioni di rilievo”.

Stabili le remunerazioni offerte dalle banche sui depositi. Crescono quelle sulle obbligazioni

“Le famiglie – sottolinea Bankitalia – hanno mostrato una preferenza per il mantenimento di fondi sotto forma di depositi, mentre si è interrotta l’espansione delle richieste delle quote di fondi comuni. In tutte le aree geografiche, le remunerazioni offerte dalle banche sui depositi sono rimaste pressoché stabili, mentre quelle sulle obbligazioni bancarie hanno ripreso a crescere dopo una prolungata fase di riduzione”.

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