Timbracartellini per ogni tipo di necessità aziendale

Avere l’opportunità di rilevare le presenze in azienda consente di poter monitorare da più vicino quelle che sono le prestazioni lavorative dei dipendenti ed in particolar modo verificare i loro orari di ingresso e di uscita dalla sede in cui l’attività lavorativa viene svolta. Grazie ad un apposito timbracartellini ad esempio, è possibile andare a registrare non solo gli accessi e le uscite dei dipendenti ma anche eventuali ritardi o uscite anticipate, le quali vengono trasmesse immediatamente all’ufficio buste paga tramite apposito software.

In questa maniera si va dunque anche a semplificare quello che è il lavoro di chi lavora in amministrazione e al tempo stesso poter apportare delle piccole variazioni al salario in base al tempo effettivo di lavoro da parte del singolo dipendente.

Un modello di timbracartellini per ogni esigenza

Esistono per questo diverse tipologie di timbracartellini che ben si adattano alle necessità individuali. Vi sono tra l’altro determinati modelli che riescono a lavorare senza problemi anche all’interno di ambienti molto polverosi, e che dunque si adattano perfettamente ad ogni tipo di ambiente in cui vengono effettuate lavorazioni come ad esempio quelle sul legno che possono creare problemi nel caso in cui il dispositivo non sia pensato per lavorare esattamente in un contesto di questo tipo. Esistono inoltre modelli che possono lavorare sia poggiati su un ripiano che appesi al muro, così da poter essere più visibili e facili da raggiungere. A proposito di visibilità, esistono modelli di timbracartellini con i numeri informato arabo e altri con il display retro illuminato che consentono di poter visionare l’orario anche a parecchi metri di distanza.

Personalizzazione del badge

Sul sito ufficiale di Cotini srl è possibile visionare diversi modelli di timbracartellino e abbinare a questi l’acquisto di comodi badge timbratura magnetici o di prossimità, i quali possono anche essere personalizzati con il nome e il logo dell’azienda nonché con il nome e la fotografia del dipendente.

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

7 idee per rendere la tua base per il trucco come una seconda pelle

Il detto “il meno è più” può sembrare un pò folle, ma in alcuni casi è necessario, ed è esattamente ciò che accade quando applichiamo la base per il trucco. Noi vogliamo infatti migliorare l’aspetto della nostra pelle, nascondere le imperfezioni, fornire luminosità…ma tutto ciò senza preavviso. Pertanto, ottenere un perfetto effetto pelle con il trucco di fondo dovrebbe essere un obiettivo prioritario che non è sempre facile da raggiungere, ma al quale bisogna necessariamente aspirare se si desidera ottenere un risultato stupefacente e professionale. Tuttavia, non si tratta di nulla di particolarmente complicato ma bisogna solamente adottare alcuni accorgimenti che andremo adesso ad analizzare insieme, sintetizzandoli nel modo più chiaro e semplice possibile. Il risultato? Eccolo di seguito, punto per punto:

Non trascurare mai l’idratazione

Anche se per ottenere un effetto invisibile non è una cattiva idea quella di mescolare la tua crema idratante con la base del trucco, gli esperti concordano nel  dare l’importanza che merita al trattamento idratante. Pertanto, anche se decidi di mettere in pratica il trucco di mescolare la crema idratante con la base, devi prima trattare la pelle solo con la crema idratante che usi abitualmente, e procedere solo in seguito con il secondo passaggio.

Un risultato quasi invisibile

Anche se vuoi un risultato iper leggero che lasci intendere che non indossi il trucco, non dovresti fare a meno di usare una base o un primer. Tuttavia, se si tratta di un prodotto dalla consistenza untuosa, puoi mettere in pratica l’idea di mescolarlo con la base in modo che il risultato sia più succoso e leggero.

È meglio applicare la base con le dita, pennello o spugna?

Anche se questa è anche una questione di gusti, applicare la base del tuo trucco con le dita consente di modulare l’intensità e controllare la quantità di prodotto che si applica. Come confermano gli esperti, il modo migliore per ottenere un secondo effetto pelle è usare pochissima quantità di prodotto e lavorarlo con un pennello che crei un velo sulla nostra pelle.

Il trucco del pennello che non tocca la pelle

Quando estendi la base del trucco con il pennello, dovresti provare a eseguire movimenti che si alternano, muovendo il pennello rapidamente e leggermente senza toccare la pelle. Ecco il nocciolo della questione: affinché la base appaia naturale, il pennello dovrebbe appena toccare la pelle. Non è necessario coprire l’intero viso, ma concentrarsi sulle aree più necessarie aiuterà a mantenere un aspetto reale della pelle. Bisogna ricordare inoltre di iniziare sempre dal centro del viso procedendo verso l’esterno.

Applicare la base solo dove serve

È uno dei migliori trucchi per far sembrare la base del trucco una seconda pelle. Usa la base solo nelle aree necessarie, ad esempio nell’area delle guance, del mento, delle ali del naso e persino delle occhiaie, mentre fronte e lato rimangono liberi. Ciò aiuta a mantenere un equilibrio in grado di far apparire più naturale il tuo trucco. Subito dopo vaporizza l’acqua termale o adopera un fissatore per il trucco in modo che la base aderisca perfettamente con la pelle.

Polveri compatte? Sì, ma solo se li applichi in questa maniera

Potresti pensare che le polveri compatte sembrino contraddittorie se l’obiettivo è quello di dare l’impressione di non essersi truccate , ma gli esperti confermano che queste sono utili per ridurre la lucentezza in alcune aree e dunque dare un aspetto più naturale. Per fare ciò il consiglio è quello di usare un pennello non molto compatto, che aiuterà a depositare la quantità necessaria in ogni punto senza  sovraccaricare la pelle.

Seguendo questi sette semplici consigli, ti sarà molto più facile conferire alla base per il trucco l’aspetto di una seconda pelle, assolutamente naturale al punto tale da sembrare quasi di non esserci. Se desideri diventare un professionista del make-up ed apprendere questi ed altri segreti del trucco, il corso make-up di Academia BSI è perfetto per te e consentirti di sfoggiare un trucco sempre perfetto, o farti diventare una star del make-up se il tuo sogno è quello di lavorare in questo settore così dinamico e affascinante.

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Capsule Lavazza | Ritrova il tuo benessere

Quando giungi al termine di una di quelle giornate che sembrano infinite e la stanchezza è tale da farti sentire in riserva, ciò di cui probabilmente avverti necessità per ritrovare tranquillità e benessere è concederti un momento di piacere tenendo tra le dita una buonissima tazza del tuo caffè preferito. Il caffè per noi italiani non è infatti solo una bevanda, ma un vero e proprio rituale ed un momento che desideriamo ritagliarci per trovare serenità ed equilibrio. Affinché questa pausa sia pienamente ristoratrice, è importante che il caffè sia veramente buono ed in grado di regalare al palato quel piacevole mix di sensazioni che soltanto una miscela raffinata può far provare. Un profumo inebriante ed un gusto intenso e vellutato, con la classica schiuma color nocciola che siamo abituati a vedere quando prendiamo il caffè al bar: ecco quando un caffè può dirsi veramente buono ed in grado di restituire il benessere desiderato, ovvero nel momento in cui questo è in grado di stimolare e coccolare contemporaneamente il gusto, l’olfatto e la vista.

Le capsule Lavazza a Modo Mio di Cialdamia.it sono in grado di farti vivere ogni volta questa preziosa esperienza sensoriale, grazie alle miscele accuratamente selezionate e alla loro grande qualità che rende queste capsule le più apprezzate dagli italiani. Scegli tra le qualità più classiche le cialde per i tuoi caffè più gustosi, oppure scopri tutta l’energia ed il benessere delle nuove miscele con ginseng, se vuoi provare qualcosa di nuovo che possa fornirti l’energia di cui hai assolutamente bisogno. C’è dunque una capsula Lavazza adatta ad ogni momento della giornata e a ogni tuo desiderio, non devi far altro che scegliere quella più adatta ai tuoi gusti o necessità del momento e regalarti una profumata tazzina ogni volta che lo vorrai con un semplice gesto della mano.

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Posa vetrine negozi | R&T

Mettere in posa una vetrina per negozi è un’operazione complessa che nasconde più di una insidia: la delicatezza e la fragilità del vetro infatti, richiedono assoluta competenza e manualità in tutte le operazioni, da quelle di trasporto a quelle di collocazione. Commettere un errore dovuto ad una imprudenza o distrazione infatti, potrebbe anche comportare il danneggiamento della vetrina con spiacevoli conseguenze sia a livello economico che pratico. Non sono comunque sufficienti esperienza e attenzione se non si dispone degli strumenti più adeguati a portare a termine tale lavoro, per questo è bene accertarsi di affidare il lavoro ad una azienda che disponga di risorse e strumenti che consentano di svolgere l’intera operazione in maniera efficace e sicura.

R&T è una azienda della provincia di Milano specializzata nella posa di vetrine per negozi, di qualsiasi dimensione o formato esse siano. Grazie all’esperienza accumulata nel tempo, oggi sono tantissime le realtà commerciali e società italiane che fanno riferimento a questa importante azienda di Cambiago ogni qualvolta si presenti la necessità di installare una nuova vetrina. Si tratta dunqe di un tipo di intervento piuttosto delicato, e per questo è bene affidarsi a chi conosce bene il settore e le insidie che questo può nascondere, garantendo interventi sempre rapidi e di grande precisione. R&T dispone inoltre di tutta una serie di mezzi e strumenti che consentono di portare a termine qualsiasi installazione in maniera assolutamente sicura e rapida: tra questi vi è una imponente autogru con ventosa che consente di mettere in posa vetrine fino a 500kg, più due piattaforme aeree che possono raggiungere i 9 metri d’altezza. Grazie anche a questi imponenti mezzi sarà possibile andare ad effettuare la messa in opera di qualsiasi tipologia di vetrina in tutta sicurezza ed in maniera rapida, rispettando sempre i tempi concordati.

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Giochi Gonfiabili Bll Park

Go Leisure produce e commercializza da oltre 20 anni playground da interno o esterno, giochi gonfiabili, giochi acquatici, trampolini elastici, play area per bimbi fino a 3 anni e tantissime altre attrezzature ludiche di pregevole fattura e qualità. Durante tutto il processo produttivo anche i più piccoli particolari vengono curati con particolare meticolosità e attenzione, per far si che i piccoli possano godere degli spazi e delle attrezzature loro dedicate in totale sicurezza.

Se hai uno spazio in giardino o in casa e stai pensando di far realizzare un’area giochi per i tuoi figli, se sei proprietario di uno spazio commerciale e intendi predisporre una play area per il divertimento dei più piccoli, se gestisci una scuola materna e vuoi rinnovare le attrezzature da gioco per i bambini, Go Leisure è la soluzione che ti garantisce massima sicurezza, grande qualità dei materiali e convenienza. Potrai comodamente inviarci la piantina dell’area nella quale intendi sistemare le attrezzature per il gioco, penseremo noi a studiare il progetto e l’idea più adatta a soddisfare le tue necessità. Individuata l’idea giusta effettueremo un sopralluogo per meglio comprendere spazi e particolarità del luogo, subito dopo inizierà la fase produttiva e la play area che avevi pensato prenderà magicamente forma. I nostri tecnici si occuperanno della messa in opera di tutte le attrezzature, per consentire da subito ai piccoli di usufruire del loro nuovo e bellissimo spazio per i giochi.

All’interno del sito è possibile visionare in anteprima alcune tra le soluzioni proposte da Go Leisure: dai bellissimi percorsi e saltarini gonfiabili ai giochi acquatici quali scivoli e acquafun, dai giochi e casette da giardino alle scenografie 3D per un divertimento assicurato. Puoi inviare la tua richiesta all’indirizzo mail info@bllpark.com o contattare il recapito telefonico +390392497489. Gli uffici si trovano in Via Friuli, 2/B 20853 Biassono (MB).

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

L’importanza di un buon posizionamento

Inauguriamo il nuovo blog www.gsearchblog.com anticipando quelli che saranno i temi che tratteremo in futuro: Internet, siti web e motori di ricerca (Google in primis). Come tutti ormai sanno, posizionare un sito nella prima pagina di Google, appunto, non è mai cosa facile: ci sono i competitor diretti, ci sono articoli scritti da improvvisati blogger, ci sono risorse autorevoli o, ancora, grossi negozi e-commerce che, tra gli innumerevoli prodotti trattati, includono anche quello che interessa a te…

Tuttavia, ci sono due tipologie di attività che ci vengono in soccorso: la SEO ed il SEM. Cominciamo con il dire che entrambi comportano degli investimenti, sia in termini economici che di tempo, ed entrambi hanno i loro rischi. Tuttavia, oggi anno 2016, sviluppare un sito web, per quanto bello e coinvolgente, ha poco senso se poi non viene trovato. Sarebbe come avere una bellissima boutique in una strada senza pedoni, o parlare con il megafono ad una stanza vuota. Ecco allora che la SEO (Search Engine Optimization) è la “scienza” che riguarda tutte le tecniche, lecite e non, ritenute valide per andare “incontro” ai parametri dettati dal motore di ricerca, e soddisfare dunque i requisiti imposti dai suoi algoritmi, sempre più sofisticati e complessi. C’è che, ancora oggi, ritiene che sia sufficiente pubblicare contenuti di qualità per essere “premiati” dal motore: balle. Aiutano certo, anzi sono fondamentali, ma credetemi… senza una buona azione SEO alle spalle, non andrete lontano. La SEO ha vantaggi (costi una tantum, posizionamento organico che ha maggior valenza di quello sponsorizzato, risultati durevoli nel tempo) e svantaggi (tempistiche, nessuna garanzia di risultato) da ponderare attentamente.

Quando invece parliamo dei primi (quattro, attualmente) risultati della pagina, con la scritta “Ann.” ben in evidenza, allora parliamo di posizionamento sponsorizzato, che nel mondo Google prende anche il nome dei AdWords. Il SEM (Search Engine Marketing) è quindi la “scienza” che riguarda la creazione, gestione ed ottimizzazione delle campagne di sponsorizzazione, ed ha anch’esso molti aspetti tecnici quasi sconosciuti ai più: come performare meglio a parità di costo, come aumentare il CTR (% di utenti che cliccano sull’annuncio dopo averlo visionato) e come ottimizzare la pagina di atterraggio sono solo alcuni tra questi. Vantaggi del SEM? Risultati certi in brevissimo tempo. Svantaggi? Ahime molti… costi, impegno fisso nel tempo, minor impatto sul visitatore rispetto al posizionamento organico.

Quale scegliere? Difficile dirlo, non c’è una regola, spesso l’abbinamento delle due azioni può dare ottimi risultati, ma le discriminanti sono sempre la tipologia di prodotti e il target al quale mi rivolgo. Nei prossimi articoli entreremo più nello specifico.

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Imprese Controvento, in Italia sono 4.656

Nonostante l’Italia da parecchi anni mostri evidenti segni di rallentamento alcuni settori manifatturieri registrano risultati eccellenti, e singole imprese dimostrano la capacità di rispondere in maniera efficace alle sfide competitive del Paese. Sono le imprese Controvento, fotografate nella seconda edizione dello studio condotto da Nomisma, in collaborazione con CRIF. Si tratta di un campione di imprese in grado di navigare appunto anche Controvento, selezionate secondo alcuni criteri di performance rispetto alle principali variabili economico-finanziarie: ricavi, EBITDA e valore aggiunto. Le 4.656 imprese Controvento rappresentano il 6,6% del totale delle imprese manifatturiere considerate nell’analisi, e generano il 7,9% di ricavi (pari a 60,9 miliardi di euro), il 12,9% di valore aggiunto (20,7 miliardi) e il 20,7% dell’EBITDA complessivo (13,6 miliardi).

La dimensione è un fattore determinante per la competitività

Dal 2014 le imprese che navigano Controvento hanno visto crescere i ricavi del 71,4%, mentre l’EBITDA in termini assoluti totalizza una performance pari al +158%, contro il +18% delle Non Controvento. La dimensione delle imprese appare come un fattore determinante per la competitività. Le imprese Controvento, infatti, risultano maggiormente concentrate nelle classi intermedie (aziende di medie dimensioni con 50-249 addetti, o piccole imprese con 10-49 addetti). Secondo lo studio Nomisma-CRIF a predominare è l’Italia centro settentrionale, con un totale di 8 regioni (Trentino-Alto Adige, Veneto, Puglia, Friuli-Venezia Giulia, Umbria, Liguria, Piemonte e Emilia-Romagna) che aumentano di rilevanza.

Settori vincenti: packaging, farmaceutica, autoveicoli, metallo e abbigliamento

Anche a livello settoriale si possono individuare alcuni comparti che vedono accelerare la propria rilevanza tra le imprese Controvento. Tra i settori vincenti lo studio identifica packaging, farmaceutica, autoveicoli, metallo e abbigliamento. Tuttavia, l’appartenenza settoriale non è l’unica condizione per garantire maggiori possibilità competitive. Alcune classi dimensionali mostrano una forza competitiva superiore che costituisce un ulteriore fattore di spinta. Se nel packaging la dimensione d’impresa assume un ruolo rilevante nel riuscire a passare i criteri di performance Controvento, nella farmaceutica la classe dimensionale di appartenenza non appare come fattore discriminante per garantire una maggiore competitività relativa all’interno del settore stesso. In altri termini, la probabilità di un’impresa farmaceutica di entrare in Controvento è meno dipendente dalla sua dimensione economica.

Una manifattura a doppia velocità

All’interno dei tre ambiti di analisi considerati (territorio, dimensione, settore) si individuano specifiche caratteristiche strutturali che incrementano la probabilità per un’impresa di navigare controvento nel tempo. Le Regioni a maggiore propensione Controvento restano negli anni le medesime, e sono collocate nel Nord-Est. Come per le regioni, anche nell’analisi dei comparti trainanti si riconfermano il packaging e la farmaceutica. Evidentemente esistono alcune caratteristiche strutturali che il sistema economico tende a conservare seppur nella mutazione degli attori individuali. Un risultato che rafforza la convinzione che Controvento risulti essere un’analisi strutturale e non congiunturale. L’idea che il Paese abbia una manifattura a doppia velocità non è perciò legata a un mese o un anno specifico, ma è una caratteristica strutturale del Paese.

 

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Conto alla rovescia per lo switch off verso la nuova tv digitale

Una qualità delle immagini decisamente superiore a quella attuale, la ricezione di un maggior numero di canali, ma al prezzo di cambiare televisore o acquistare un decoder. È cominciato il countdown per il passaggio al nuovo standard del digitale terrestre, che avrà inizio alla fine dell’estate del 2021 e avverrà a seconda delle aree geografiche del Paese. A poco più di dieci anni dopo il passaggio al Dvb-T1 lo switch off del segnale è determinato dalla necessità di liberare la banda 700 Mhz, molto utilizzata nel nostro Paese, soprattutto dalle tv locali, per far spazio alla rete 5G per gli operatori di telefonia.

Il calendario dal 1° settembre 2021 al 20 giugno 2022

Il calendario per lo switch off è stato messo a punto dal ministero dello Sviluppo Economico, con la divisione dell’Italia in quattro aree. Si partirà il 1° settembre con le aree 1 e 3, che comprendono Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Province autonome di Trento e Bolzano, Valle d’Aosta e Veneto. Per questi territori ci sarà tempo fino al 31 dicembre dell’anno per completare il passaggio. Dal 1° gennaio 2022 al 31 marzo 2022 sarà la volta dell’area 2, che comprende Campania, Lazio, Liguria, Sardegna, Toscana e Umbria. A seguire, dal 1° aprile 2022 al 20 giugno 2022, data del definitivo switch off nazionale, toccherà agli abitanti di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Marche, Molise, Puglia, e Sicilia, riporta Ansa.

A luglio 2022 il passaggio definitivo al Dvb-T2 Hevc

Il 20 giugno 2022 lo standard passerà dal MPEG2 a favore dell’MPEG4, che consente già oggi di vedere i canali in Hd. Non avranno problemi a ricevere i canali tutti coloro che hanno un televisore che permette già oggi la ricezione del segnale in alta definizione dal numero 500 in poi del telecomando. Subito dopo scatterà la fase due, con il definitivo passaggio, a luglio 2022, al nuovo Dvb-T2 Hevc. Per verificare se il proprio schermo è compatibile con questo standard occorre sintonizzarsi sui due canali test 100 e 200. Solo se appare il messaggio Test HEVC Main10 il modello è abilitato alla ricezione.

Bonus TV: contributo di 50 euro

Non dovrebbe essere necessario cambiare i televisori venduti dal 2017 in poi, ma saranno molti gli apparecchi acquistati precedentemente a necessitare di un nuovo decoder. Per agevolare il passaggio ai nuovi televisori poco più di un anno fa è stato istituito il bonus TV, con un fondo che grazie a un emendamento alla legge di Bilancio 2021, è stato incrementato di 100 milioni di euro. Il contributo di 50 euro potrà essere ottenuto da chi ha un Isee fino a 20mila euro, presentando un’autocertificazione presso i rivenditori. Il bonus, già disponibile, potrà essere richiesto fino alla fine del 2022.

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Arriva il Carrello di WhatsApp per comprare in chat

Dopo aver introdotto il pulsante dedicato allo Shopping, che ha sostituito quello delle videochiamate all’interno delle chat con gli account Business, ora su WhatsApp è arrivata anche la funzione Carrello. Rendere sempre più semplice fare acquisti online è l’obiettivo dell’app di messaggistica, soprattutto se ci si rivolge ad attività con più prodotti nel catalogo. Se prima infatti era possibile ordinare solo un prodotto per volta con la funzione Carrello è possibile selezionare più articoli contemporaneamente. Il Carrello risulta quindi particolarmente utile quando si comunica con attività che vendono più di un articolo alla volta, come ad esempio ristoranti o negozi di abbigliamento.

Migliorare l’esperienza di vendita e di acquisto

Con la nuova funzione di WhatsApp gli utenti possono sfogliare il catalogo, selezionare più prodotti e inviare l’ordine all’attività in un singolo messaggio. Dal punto di vista delle aziende, invece, il Carrello agevola le vendite, poiché è più facile tenere traccia degli ordini ricevuti e gestire le richieste dei clienti. Inoltre, grazie ai cataloghi i clienti possono controllare la disponibilità dei prodotti, e le aziende possono organizzare le chat in base ai singoli articoli.

Come funziona il Carrello di WhatsApp

La condizione più importante affinché la nuova caratteristica possa funzionare è ovviamente che il rivenditore la supporti, e permetta quindi all’utente di effettuare acquisti tramite WhatsApp, riporta Webnews. Per verificarlo basta verificare se nella chat è presente l’icona Negozio posta vicino al nome dell’azienda che interessa.  A quel punto, una volta effettuato l’accesso nello shop, basta seguire alcuni passaggi per operare i propri acquisti multipli. Innanzitutto scorrere e selezionare gli articoli presenti nel catalogo, poi toccare l’icona Aggiungi al carrello, quindi ripetere l’operazione con tutti i prodotti desiderati. Terminata l’operazione, è possibile inviare e concludere l’ordine con un semplice messaggio.

L’app è sempre più simile a un punto vendita

“Sono sempre di più gli utenti che acquistano tramite chat – si legge su Facebook, il sito ufficiale di WhatsApp – ed è per questo che desideriamo migliorare ulteriormente l’esperienza di vendita e di acquisto”. WhatsApp sta diventando, insomma, sempre più simile a un punto vendita, con i proprietari di piccole attività che possono gestire gli ordini e fornire informazioni sui prodotti o servizi offerti, e gli utenti che possono ottenere un accesso facilitato ad articoli di loro interesse. La funzione Carrello è già disponibile in tutto il mondo.

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Solo il 20% delle aziende europee considera l’empowerment dei dipendenti

L’approccio tipico all’innovazione prevede che il processo venga avviato dal management e che i dipendenti vengano coinvolti solo nella fase di esecuzione. Tuttavia, questo approccio a volte può rivelarsi inefficace. Molti top manager infatti possono lasciarsi  sfuggire opportunità di business che, al contrario, possono essere colte dai dipendenti, i quali interagiscono direttamente con i clienti, o sviluppano i prodotti. Da quanto emerge da un’indagine effettuata da Savanta per conto di Kaspersky l’88% di senior decision maker europei ritiene che le organizzazioni di successo promuovano l’innovazione a ogni livello, e all’interno di ogni team. Ma solo il 20% delle aziende europee considera l’empowerment dei dipendenti come parte essenziale della propria cultura aziendale.

Le innovazioni sono più efficaci quando vengono proposte dai dipendenti

La maggior parte dei leader europei dell’innovazione ritiene che per avere successo le organizzazioni debbano alimentare una cultura dell’innovazione in tutta l’azienda. E il 67% degli intervistati ritiene che le innovazioni siano più efficaci quando vengono proposte dai dipendenti. Tuttavia, solo il 20% degli intervistati ritiene che la propria organizzazione consideri l’empowerment dei dipendenti come parte essenziale della cultura aziendale. Tanto che sebbene ciò sia considerato uno dei valori fondamentali per essere innovativi, si trova al penultimo posto nella lista dei valori più diffusi.

Le innovazioni richiedono un ambiente multiculturale

Nella lista dei valori fondamentali per avere successo la diversità però è anche più importante dell’empowerment. Questo indica che le innovazioni richiedono un ambiente multiculturale e persone con background diversi al fine di promuovere opinioni e idee davvero innovative.

“Per valorizzare al massimo il potenziale innovativo non basta avere un reparto dedicato. I migliori risultati si ottengono quando l’opinione di ogni dipendente viene presa in considerazione e può contribuire con le proprie idee – dichiara Vitaly Mzokov, Head of Innovation Hub di Kaspersky -. Il management di un’azienda dovrebbe incoraggiare e promuovere questo approccio, perfezionando le migliori idee con la propria esperienza e le proprie osservazioni nelle ultime fasi del processo, allineandole alla strategia aziendale”.

Un reparto dedicato esclusivamente al processo di innovazione

Per supportare un approccio bottom-up all’innovazione, Kaspersky raccomanda di sottolineare regolarmente l’importanza delle innovazioni nella comunicazione interna, sia con l’aiuto dei dirigenti sia allineandosi singolarmente con i team manager. Ma anche implementare un programma dedicato che permetta ai dipendenti di proporre nuove idee e opportunità di business, e motivarli istituendo un programma che premi i progetti migliori. Kaspersky suggerisce inoltre di creare un reparto dedicato esclusivamente al processo di innovazione dove i dipendenti possano lavorare alle idee selezionate: questo consente non solo di supportare il processo creativo, ma anche l’esecuzione dei progetti stessi.

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Università, aumentano gli iscritti: ma siamo penultimi in Ue

Italia un po’ meno Cenerentola della cultura universitaria, almeno rispetto agli altri paesi europei. Lo rivela il terzo rapporto Agi-Censis, elaborato nell’ambito del progetto “Italia sotto sforzo. Diario della transizione 2020”, che spiega che gli immatricolati negli atenei del nostro paese siano in crescita. Però resta sempre un gap rispetto ai nostri “vicini di casa” dell’Ue: un gap calcolato in circa 7mila immatricolazioni in più ogni anno. Ecco perché il sistema universitario nazionale, che nel complesso è riuscito a contenere l’onda d’urto della pandemia, “deve essere aiutato rimuovendo criticità interne ed esterne, anche perché l’educazione svolge una funzione determinante nell’incremento della mobilità sociale di un individuo” si legge nel report.

Cinque anni in crescita

Nell’anno accademico 2019-2020 si è confermato l’incremento degli immatricolati alle università italiane: +3,2% rispetto all’anno precedente. Dopo un decennio di contrazioni, è continuato l’andamento positivo che era iniziato con l’anno accademico 2014-2015. Nello scorso anno accademico la condizione di matricola universitaria ha accomunato il 51,8% dei giovani italiani in età corrispondente, a fronte di una media Ue 28 del 58,7%. Per l’Italia eguagliare la media europea entro il 2025 significherebbe poter contare su un incremento medio annuo di immatricolati del 2,2%, equivalente in valore assoluto a circa 7.000 studenti in più, o del 2,6% qualora l’obiettivo fosse raggiungere la quota di immatricolati della Francia (+8.500 persone per anno). Tradotta in termini monetari, tale crescita è stimabile in un volume di spesa aggiuntiva, nel primo caso, di oltre 49 milioni ogni anno e, nel secondo, di 59 milioni.

Dobbiamo studiare di più
Per quanto riguarda la preparazione accademica, l’Italia è penultima in Europa per numero di giovani con un titolo di studio terziario. Nel 2019 gli italiani di età compresa tra i 25 e i 34 anni con un titolo di istruzione terziaria erano il 27,7% del totale, ovvero 13,1 punti percentuali in meno rispetto alla media Ue 28, pari a 40,8%. Il dato ci colloca nella penultima posizione: dopo l’Italia soltanto la Romania, con il 25,5%. La bassa quota di giovani con un titolo terziario è conseguenza anche della ridotta disponibilità di corsi terziari di ciclo breve e professionalizzanti, universitari e non universitari, che all’estero è più diffusa che in Italia. Occorre dunque organizzare un sistema di offerta di istruzione terziaria più ampio e articolato.

Meglio a livello globale

La situazione universitaria dell’Italia migliora se analizzata a livello globale. Il Global Social Mobility Index 2020 colloca l’Italia al 34° posto di una graduatoria internazionale calcolata su 82 Paesi, dopo Israele e prima dell’Uruguay, ma lontana da Danimarca, Norvegia e Svezia, che occupano le prime tre posizioni.

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Impatto pandemia sulla moda, i trend del post Covid

L’emergenza Covid-19 ha sconvolto il settore della moda, imponendo l’evoluzione verso un mondo più digitale e sostenibile. In generale, l’impatto negativo sulla fiducia dei consumatori ha trasformato le abitudini d’acquisto, e a livello mondiale l’impatto maggiore si registra proprio nel settore moda e calzature, con il 51% dei consumatori che quest’anno ridurrà la spesa. Il 40% circa dei 4.500 intervistati da PwC a livello mondiale ha registrato una riduzione del reddito, e il numero di chi spenderà meno per gli acquisti è raddoppiato rispetto allo scorso anno, passando dal 19% al 36%. Sono alcune evidenze emerse al Circular Fashion Summit 2020, l’appuntamento dedicato ai temi moda, design, tecnologia e sostenibilità organizzato da Lablaco.

I consumatori guardano alle politiche di sostenibilità di brand e governi

I cambiamenti impattano anche le tendenze d’acquisto, i consumatori guardano alle politiche di sostenibilità dei governi e danno maggiore attenzione a quanto viene fatto dai brand. I consumatori si aspettano un contributo determinante da parte di governi e istituzioni nell’incoraggiare comportamenti sostenibili, e solo il 22% si aspetta che l’ownership in materia di sostenibilità spetti al settore privato. La ricerca di PwC mostra come i consumatori che vivono in città siano consapevoli della necessità di ridurre l’uso della plastica, e si aspettano che i brand facciano lo stesso. Anche prima della pandemia però il 45% degli intervistati nel mondo affermava di evitare l’uso della plastica quando possibile, il 43% si aspettava che le aziende fossero responsabili del proprio impatto ambientale, e il 41% si aspettava che i retailer eliminassero i sacchetti di plastica e imballaggi per articoli deperibili.

L’impegno di Millennials e GenZ

Da quanto emerge dal Quinto osservatorio Millennial e Generazioni Z di PwC, che ha intervistato oltre 2400 giovani italiani, il 53% degli intervistati è interessato a prodotti naturali come maglie, t-shirt, pantaloni e shorts interamente realizzati utilizzando solo fibre di cotone biologico certificato, il 50% a prodotti ecologici, il 36% a marchi noti per pratiche sostenibili, e il 28% a prodotti etici. La predisposizione allo sharing da parte di Millennials e GenZ, poi, vale anche per abbigliamento, accessori, borse e gioielli. Tanto che il 14% già utilizza servizi di fashion renting, e un 23% è interessato a farlo in futuro.

Supply chain e materie prime. L’etichetta vince sul social

La supply chain e le materie prime diventano cruciali per la reputazione di aziende e brand. Investimenti in marketing e beneficenza non bastano più, ci si aspetta che le aziende ripensino l’intera supply chain con investimenti più ampi e di maggiore impatto. Per la prima volta dall’inizio delle rilevazioni di PwC sui consumatori, poi, l’etichetta ha superato i social media come mezzo più efficiente per comunicare informazioni sulla sostenibilità. Anche in questo caso Millennials e GenZ vogliono fare scelte informate e responsabili, cercando informazioni sulla sostenibilità e l’impatto sociale di un brand. E si aspettano di trovare sull’etichetta informazioni sui materiali e sull’origine del prodotto per valutarne personalmente la sostenibilità.

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

In Italia i green lover sono 19 milioni

Prima del lockdown in Italia i green lover erano 16 milioni. Nel 2020 sono tre milioni in più (19 milioni), il 39% della popolazione. Durante il lockdown la passione per il verde degli italiani è cresciuta, lo dimostra l’Osservatorio The World after Lockdown di Nomisma, di cui l’ultimo approfondimento riguarda il giardinaggio. Un hobby alla portata di tutti, che non richiede ampi spazi o ingenti investimenti, ma soltanto costanza e dedizione. Secondo l’Osservatorio gli italiani con il pollice verde sono riconducibili a due categorie, i green expert, 12 milioni di agricoltori per passione, e i green enthusiast (14 milioni), che si dedicano alla cura di piante e fiori in casa, o sul balcone.

Green expert e green enthusiast

La quota di green expert (il 24% della popolazione) che si dedica a terreni è maggiore al Sud, mentre chi si prende cura di giardini e orti risiede soprattutto nelle regioni del Nord Italia. I green expert hanno in media 53 anni, redditi familiari mensili medio alti e acquistano attrezzature e prodotti per il giardinaggio nei garden center, nei consorzi e presso le rivendite specializzate in prodotti per l’agricoltura. I green enthusiast (il 27%), invece, abitano prevalentemente al Nord nei centri città. Hanno un’età media di 45 anni, redditi familiari mensili alti, sono in maggioranza donne e per gli acquisti di prodotti da giardinaggio prediligono i negozi di articoli per la casa, di bricolage e i siti online.

Giardinaggio per rilassarsi, e non solo

Il gardening è una passione duratura che coinvolge l’intera famiglia e può diventare una vera e propria tradizione. E sono 4 milioni gli appassionati che si dedicano all’orto, coltivando ortaggi, frutta, erbe aromatiche, piante officinali e alberi da frutto. I green lover investono in media 4,7 ore a settimana per la loro passione, con il 22% che dedica 5-10 ore settimanali. Questo perché l’effetto calmante e “terapeutico” della cura del verde è noto: il 43% pratica giardinaggio per rilassarsi, stare all’aria aperta (26%), o a contatto con la natura (17%).

Da non trascurare anche la motivazione estetica, come rendere più bella la casa (18%), e quella di coloro che producono frutta e ortaggi a fini di autoconsumo (16%).

Un fenomeno di portata rilevante

Sulla scia della sensibilità crescente per la sostenibilità, il 58% dei green lovers coltiva il proprio spazio verde facendo attenzione a preservare insetti e specie animali, e il 55% cerca sempre nuovi metodi di coltivazione più ecologici e sostenibili. Ma un altro punto a favore della rivoluzione green viene dagli attuali non green lovers. Il 57% di loro, infatti, vorrebbe avvicinarsi a questa passione in futuro, attraverso la cura di piante e fiori in casa o sul balcone (30%), un giardino (25%), o la coltivazione di un orto (26%). Si tratta, insomma, di un fenomeno di portata rilevante per la società italiana e per tutti i settori collegati al gardening. Con riflessi anche sugli acquisti green, che nel 2021 registreranno un deciso incremento.

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Il carrello della spesa è fit, e si riempie di cibi light e creme rassodanti

In estate il carrello della spesa diventa ancora più fit, e si riempie di cibi a basso contenuto calorico e prodotti e cosmetici per mantenere la linea. Si tratta di prodotti in aumento del 13% su base annua. Nell’ultimo anno infatti i formaggi e i salumi confezionati nelle versioni light sono al top nella classifica delle categorie merceologiche fit più acquistate online in Italia. Secondo gli acquisti analizzati da Everli, marketplace della spesa online, integratori sportivi e prodotti dietetici hanno chiuso la top 10 italiana della spesa per tenersi in forma.

Snack e barrette, gli alleati nella spesa per la prova costume

Chi non desidera cercare di presentarsi al meglio all’appuntamento con la prova costume? Se da un lato gli italiani non riescono a fare a meno di alcuni peccati di gola dall’altro inseriscono nel loro carrello validi alleati della “forma”. Via libera dunque a snack e barrette energetiche. Soprattutto al gusto cioccolato, caramello e crema, i must-have in fatto di barrette proteiche e snack sostitutivi dei pasti. Apprezzati anche dai più golosi, questi alimenti danno infatti la giusta carica per affrontare la giornata ed eventuali routine di allenamento.

La cellulite non si combatte solo a tavola

Nel carrello della spesa però c’è spazio anche per le creme e i prodotti cosmetici che favoriscono il drenaggio, facilitano la lotta alla cellulite e rassodano il corpo. Tra i cosmetici per modellare il corpo in vista dell’estate gli italiani preferiscono come alleati soprattutto le creme e i gel rassodanti e anti-cellulite.

Anche i fanghi termali vengono acquistati online con frequenza al supermercato, e nella classifica dei rimedi più gettonati per la cura della propria linea a questi seguono i trattamenti e scrub drenanti.

Il carrello più fit è in Emilia Romagna

Secondo lo studio di Everli l’Emilia Romagna è la regione più attenta alla linea della Penisola, con ben 4 province nella top 10 per acquisti online di cibi a basso contenuto calorico, prodotti fit e cosmetici rassodanti e drenanti.

Forlì-Cesena è al 1° posto, seguita da Rimini, Modena e Bologna (rispettivamente al 3°, 4° e 6° posto), sono le province che hanno registrato i volumi più consistenti di shopping online al supermercato di cibi e prodotti light in proporzione alla spesa totale. Dopo l’Emilia Romagna si posizionano Toscana e Lazio, entrambe con 2 province in classifica, Pisa (2°), Firenze (7°), Latina (8°) e Roma (9°). Ma anche friulani e marchigiani sono attenti alla prova costume, chiudendo la classifica regionale con 1 provincia a testa nella top 10. Ovvero, Pordenone (5°) e Pesaro-Urbino (10°).

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Tutti chef dopo il lockdown. Boom di visite per i siti di cucina

Agli italiani piace la buona tavola, ma anche variare, e cercare sempre nuovi spunti. Non sorprende, quindi, che durante i mesi del lockdown in molti si siano messi ai fornelli, preparando il proprio piatto forte, o sperimentandone di nuovi. Ma al termine della quarantena siamo davvero diventati tutti chef? Di certo abbiamo cucinato di più, e abbiamo cercato nuove ricette. Soprattutto su Giallozafferano.it e Cucchiaio.it. A quanto pare, però, c’è anche chi ha preferito farsi portare a casa la cena già pronta. Tanto che il più alto tasso di crescita lo hanno registrato i siti di food delivery.

A marzo +22% di utenti collegati

A quanto risulta dall’indagine effettuata da SEMrush, la piattaforma di Saas per la gestione della visibilità online, gli utenti collegati a siti di cucina nei mesi di marzo e aprile sono aumentati in media rispettivamente del 22% e dell’11%. Per quanto riguarda invece il numero di sessioni complessive, è cresciuto del 19% a marzo e del 10% ad aprile. Sempre secondo l’indagine, il sito più consultato in assoluto è stato Giallozafferano.it, con 66 milioni di visite a marzo e 73 milioni ad aprile. Quanto a variazioni percentuali, nel mese di marzo è Cookist.it il sito che ha registrato il maggior tasso di crescita (+29% di visite, +34% di utenti unici), mentre a registrare il maggior incremento ad aprile è ancora Giallozafferano.it (+17% di visite, +22% di utenti unici).

Un volume di traffico importante, e tanti post sui social

Ottimi risultati anche per Cookist.it (+15% di visite a marzo) e Lacucinaitaliana.it (+12% di utenti unici). L’unico sito a perdere un po’ di terreno ad aprile è Cookaround, che perde quasi il 3% di numero di visite e cresce di un 2% scarso per numero di utenti unici. Un volume di traffico importante, quindi, complici anche i tanti post condivisi sui social. Che farebbero scommettere su un miglioramento delle capacità culinarie di molti italiani. Se non fosse che sono aumentate, e con percentuali maggiori, anche le visite ai siti di consegna cibo a domicilio.

Tutti cuochi, eppure il delivery cresce del 26%

Si tratta di una sorta di bisogno di coccole o di una necessità dovuta a troppi tentativi non riusciti? O di semplice voglia di cambiare? Probabilmente un po’ di tutto, ma di fatto, ciò che emerge è che i siti di delivery tra marzo e aprile hanno visto un incremento medio del numero di visite pari al 26%, e un aumento di utenti unici del 25%. Il più utilizzato in media è stato Justeat.it (3,8 milioni di visite e 1,8 milioni di utenti unici), mentre il sito che ha registrato il maggior incremento di visite è stato Glovoapp.com (+43%), e quello che ha registrato il maggior incremento di utenti unici Deliveroo.it (+28%).

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Proudly powered by WordPress
Theme: Esquire by Matthew Buchanan.