Inflazione giù, costo della spesa su

Le ultime rilevazioni dell’Istat “fotografano” lo stato di salute dell’economia reale italiana. E lo scatto, come accade ormai da diverso tempo, è fra luci e ombre. Se l’inflazione registra infatti una battuta d’arresto, lo scontrino per fare la spesa diventa più caro. Le stime preliminari del mese di aprile 2018 dicono che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi registra un aumento dello 0,1% su base mensile e dello 0,5% su base annua (+0,8% a marzo).

Perché l’inflazione scende?

Il fatto che l’inflazione abbia dato segnali di rallentamento è da attribuirsi prevalentemente all’inversione di tendenza dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da +5,0% a -1,1%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,5% a -0,7%), cui si aggiunge quella, meno marcata, dei prezzi dei Servizi relativi alle comunicazioni (da +0,4% a -0,7%). L’Istat afferma che il fenomeno è in parte frenato dall’accelerazione dei prezzi dei Beni alimentari (da +0,5% di marzo a +1,6%). L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi rallenta a +0,5% (era +0,7% nel mese precedente) mentre quella al netto dei soli Beni energetici si attesta a +0,5% (esattamente come a marzo).

Perché aumentano i prezzi a consumo?

L’Istat spiega così l’aumento congiunturale dell’indice generale dei prezzi al consumo: il trend è dovuto principalmente ai rialzi dei prezzi degli Alimentari lavorati (+1,1%), dei Beni energetici non regolamentati (+1,1%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,9%), quasi del tutto neutralizzati dal calo dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (-5,4%). Pertanto, a causa dell’accelerazione della crescita dei prezzi dei beni (da +0,7% di marzo a +0,9%) e della decelerazione di quella dei servizi (da +0,9% a +0,2%), il differenziale inflazionistico tra servizi e beni torna negativo (da +0,2 punti percentuali di marzo a -0,7), continua l’Istat. L’inflazione acquisita per il 2018 è pari a +0,7% per l’indice generale e a +0,5% per la componente di fondo.

Il carrello della spesa aumenta e diventa più pesante

Infine, l’Istituto di Statistica esamina il carrello della spesa degli italiani, che si dimostra in netta ripresa con costi in crescita. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,7% su base mensile e dell’1,5% su base annua, con un +0,4% a marzo.

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Quali sono i 10 hotel più “condivisi” su Instagram?

L’ultima tendenza del viaggiatore è l’insta-viaggio, ovvero la ricerca dell’hotel da “postare” su Instagram. Una persona su sei ammette infatti di scegliere l’hotel basandosi sul potenziale di potersene vantare sui social media. E per celebrare gli hotel più meritevoli di essere condivisi il sito di ricerca hotel Hotels.com rivela quali sono i 10 hotel più instagrammabili di tutto il mondo, perfetti per riempire di cuori, mi-piace e commenti invidiosi il proprio profilo Instagram.

I millennials trascorrono 80 minuti al giorno sui social media anche in vacanza

Il recente rapporto Mobile Travel Tracker di Hotels.com rileva che i millennials trascorrono in media 80 minuti al giorno sui social quando sono in vacanza, di cui due terzi su Instagram. Non sorprende quindi che lo scatto perfetto sia una delle priorità dei viaggiatori.

“Il nostro report annuale Mobile Travel Tracker ha rivelato che oggi a livello globale una persona su sei sceglie la sua prossima meta trovando ispirazione nei social media – conferma Isabelle Pinson, vicepresidente EMEA di Hotels.com -. Ecco perché pensiamo sia giunto il momento di creare la nostra raccolta degli hotel dagli scatti migliori”.

Scale mozzafiato, ristoranti sott’acqua, piscine su rooftop

Al 1° posto della classifica c’è il St. Pancras Renaissance Hotel di Londra, con le sue iconiche scalinate interne, conosciute ai più per il video Wannabe del gruppo Spice Girls. Al 2° posto un altro europeo, l’Hotel Plaza Athenee di Parigi: le sue stanze con vista sulla torre Eiffel hanno fatto perfino urlare Carrie Bradshaw in Sex And The City.

Al 3° posto si piazza il Conrad Maldives Rangali Island (Maldive), che con il suo ristorante a 5 metri sotto il livello del mare offre infinite possibilità di catturare una foto mitica. Non manca la piscina su rooftop di Rio dell’Hotel Fasano a Rio De Janeiro (4°) e il “bagno perfetto” ai Caraibi con soggiorno presso il Jade Mountain Resort di St Lucia (5°).

Uno scatto all’insegna del lusso

La classifica procede con il lusso del Villa Saraswati di Bali (6°) perfetto per rendere i follower invidiosi, con il parco giochi nell’atrio dello spagnolo Barcelo Malaga (7°), e il letto di ghiaccio dello svedese Icehotel (8°).

Al penultimo posto si piazza il Bellagio di Las Vegas (9°), una seconda casa per le celebrità, che attrae centinaia di migliaia di social media lover all’anno.

Last but not least, il bar nel cielo di Bangkok del Lebua at State Tower (10°). Reso famoso dalla saga Notte da Leoni, è un vero e proprio acchiappalike per gli Instagram addicted di tutto il mondo.

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Cerchi lavoro? Arriva una nuova app

Uno dei principali motori di ricerca globali per il lavoro, Monster, si presenta sul mercato digitale con una nuova app. L’obiettivo dell’applicazione è, ovviamente,  facilitare gli utenti a caccia di una nuova occasione professionale o di un primo impiego e consentirà ai suoi utilizzatori di connettersi ‘on the go’ con le opportunità di lavoro, rivoluzionando il modo di candidarsi da dispositivi mobile.

Il 50% dei cercatori da mobile abbandona l’impresa

Il tasso di abbandono per chi cerca lavoro on line è alto. In particolare, oltre il 50% degli utenti che inizia a candidarsi da mobile abbandona il processo. La società internazionale ha quindi creato un’app per smartphone che sfrutta la funzione ‘swipe’, presente soprattutto nelle app per appuntamenti. Il nuovo approccio rende più facile il processo di candidatura, superando le difficoltà riscontrate in passato rispetto alla ricerca di lavoro da dispositivi mobile.

Quattro semplici passaggi

“L’app Monster richiede quattro semplici passaggi” si legge in una nota ripresa dall’Adnkronos. “Gli utenti creano un profilo con soli due click, utilizzando i social media o caricando il curriculum vitae per completare il proprio profilo professionale; una tecnologia di matching avanzata filtra gli annunci di lavoro per trovare la posizione più interessante ed in linea per il candidato; con un semplice ‘swipe’, gli utenti hanno la possibilità di candidarsi all’annuncio o proseguire nella ricerca, ignorando l’offerta di lavoro”.

Pensata per i Millenial

A questo punto i candidati possono modificare il proprio profilo professionale e caricare facilmente un cv completo direttamente dalla app o da piattaforme come Dropbox o Google Drive. Un swipe verso destra consente di candidarsi inviando automaticamente il cv o il proprio profilo, ottimizzando tempi e risorse. Questa nuova app sarà particolarmente utile ai Millennial, che passano l’equivalente di un giorno a settimana utilizzando lo smartphone e si aspettano di poter gestire tutti gli aspetti della loro vita attraverso il telefono, incluso il modo in cui trovano e gestiscono le opportunità professionali.

Le figure più richieste le più avvantaggiate

Sono soprattutto le categorie e i profili più ricercati dai candidati a beneficiare dei maggiori vantaggi: gli annunci di lavoro che riguardano infatti l’area di vendite e amministrazione, così come finanza, management e ruoli It, ricevono, attraverso l’app, un numero di candidature superiore alla media fatta registrare in passato.

“Siamo orgogliosi di poter implementare anche in Italia la nostra offerta con un’applicazione destinata a rivoluzionare il modo di candidarsi a un annuncio di lavoro da mobile. Nei Paesi in cui il lancio è già avvenuto, infatti, il largo consenso ottenuto basta da solo a testimoniare l’efficacia di questo strumento dotato di un form semplice e immediato. Con questa nuova app, aumenta significativamente il tempo medio di visualizzazione; aumenta il numero delle Job views e quello delle candidature; infine cresce sensibilmente anche il numero di cv inseriti. In Italia contiamo di confermare la tendenza positiva” afferma Nicola Rossi, Country Manager di Monster Italia.

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La cura degli animali domestici fa crescere i consumi delle famiglie italiane 

Gli animali domestici sono parte integrante delle famiglie italiane. Nel nostro paese, infatti, tre nuclei familiari su dieci hanno in casa un animale domestico, soprattutto cani (63,3%) e gatti (38,7%). E affetto e confidenza sono tali e tanti che in un caso due sue gli amici a quattrozampe dividono il letto con i padroni, disposti a dedicare loro anche una larga fetta del tempo libero. E’ questa una delle tendenze emerse dal ‘Rapporto Italia 2018’ dell’Eurispes, presentato dal presidente di Gian Maria Fara, che interpreta la situazione economica, politica e sociale del Paese, segnalandone i cambiamenti.

Per gli amici pelosi non si bada spese

L’amore per gli animali, rivela il rapporto, spinge la spesa delle famiglie. Nell’ultimo anno, sono cresciuti sensibilmente i budget destinati alla cura dei propri pets. E’ aumentato il numero di padroni che spende da 51 a 100 euro mensili per le esigenze degli animali domestici (31,4%, erano il 15,4% nel 2017). E non importa che “bestiolina” sia. Infatti, il 32,4% dei nostri connazionali divide la casa con un animale domestico: di questi, la maggior parte dei casi è rappresentata dai cani (63,3%) e dai gatti (38,7%), ma non mancano specie diverse. Nella graduatoria degli animali di casa ci sono poi uccelli (6,2%), conigli (5,9%), tartarughe (5%), pesci (4,8%).

Tutti insieme appassionatamente, anche di notte

Per il 53,5% degli italiani che sceglie la vita con un animale è normale condividere anche il letto. La stessa quota di padroni, poi, non si fa problemi a dedicare gran parte del proprio tempo libero per il benessere e le necessità del suo amico animale (passeggiate, gioco, attività all’aperto, ecc.). Quasi la metà di chi possiede un pet (il 46,2%) pur di non lasciarlo solo è disposto a sacrificare uscite serali o a rinunciare a fare una viaggio o una vacanza. Per quanto riguarda il menù, la maggior parte dei proprietari sceglie cibo già pronto, mentre è del 37,3% la quota di chi prepara cibi freschi.

Il 57,7% di chi possiede un animale domestico mantiene al di sotto dei 50 euro i costi mensili per prendersene cura, comprendendo quindi cibo, vaccini e spese veterinarie in generale, pulizia.

Gli animali incidono sulla crescita dei consumi

Al di là delle curiosità, il rapporto evidenzia un aspetto importante: gli animali domestici incidono sulla crescita di consumi delle famiglie del Belpaese. Se nell’ultimo anno – rileva il rapporto Eurispes – il 43,7% degli italiani riferisce di aver speso di più per i prodotti alimentari rispetto agli anni precedenti, il 35,7% afferma di avere usato di più l’automobile, il 34,9% ha speso di più per controlli ed esami medici, il 31,7% ha destinato un importo maggiore del budget familiare all’istruzione privata dei figli, il 27,8% ha mangiato più spesso fuori casa, il 26,3% ha speso di più per il tempo libero, il 24,9% per la badante, il 22,8% ha sborsato più denaro per l’acquisto di articoli tecnologici, ben il 22% ha destinato una somma maggiore del proprio denaro proprio alla cura degli animali domestici.

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2018, confermato il bonus casa. Ecco le novità

Per chi deve effettuare lavori all’interno della propria abitazione, del proprio condominio o migliorare lo stato di terrazzi e giardini arrivano nuove agevolazioni fiscali. Il bonus casa, infatti, guadagna un altro anno di validità e allarga i propri confini di applicazione. Seppur con qualche cambiamento, vale anche per il 2018 la maggior parte delle agevolazioni previste per le abitazioni. Tra gli sgravi che i cittadini possono richiedere e contenuti nella Manovra 2018 ci sono l’ecobonus, la detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici che può anche essere unificata al sisma bonus valido per i lavori condominiali in zone sismiche. Con la nuova finanziaria fa anche la sua comparsa il bonus verde, cioè il pacchetto di detrazioni previsto per la sistemazione di terrazzi e giardini.

Ecobonus, cosa cambia rispetto al passato

Più vantaggi per chi sceglie i sistemi più ecologici e avanzati. Ecco, in sintesi, come la legge di Bilancio ridisegna in modo più razionale il sistema di incentivi per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale delle abitazioni. In base al nuovo sistema, la detrazione fiscale viene riportata al livello massimo del 65% solo per le caldaie a condensazione tecnologicamente più avanzate (classe A con sistemi di termoregolazione evoluti). L’ecobonus viene invece annullato per quelle meno performanti (classe B). Niente sconti, quindi, per caldaia poco efficienti.

Sisma bonus prorogato fino al 2021

Il sisma bonus viene prorogato fino al 31 dicembre 2021 dalla Legge di Bilancio. Si tratta  della detrazione del 50% per gli interventi di ristrutturazione ai fini del miglioramento o dell’adeguamento antisismico e per la messa in sicurezza degli edifici. La novità è che quest’anno può essere abbinato all’ecobonus per gli interventi di riqualificazione dei condomini. Questo superbonus per gli interventi congiunti di riqualificazione energetica e sismica vale l’80 o l’85%, a seconda dei gradi di intervento, e prevede procedure più semplici per chi lo richiede. Se ci sono interventi da effettuare in questa direzione, adesso è il momento giusto per affrontarli.

Il verde privato e pubblico che conviene sistemare

Infine, da quest’anno i contribuenti possono contare anche sul bonus verde: si tratta di una detrazione del 36% per le spese destinate a terrazzi e giardini. Una misura valida sia per gli spazi verdi privati che condominiali, oltre che per i giardini di interesse storico, che permette di richiedere il rimborso dei costi sostenuti fino a 5mila euro nella denuncia dei redditi.

 

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Social spam, serve il consenso. Lo dice il Garante della Privacy

Fermi tutti: per il social spam serve il consenso dei destinatari. Basta, quindi, a proposte commerciali di ogni tipo a condizione che il destinatario del messaggio non abbia espresso formalmente il proprio “sì” all’invio. Ovvero, non basta che l’indirizzo di posta elettronica di una persona sia pubblicata sui social network perché sia liberamente utilizzato per mandare messaggi di qualsiasi finalità. La decisione arriva dal garante della Privacy, che ha proibito a una società l’ulteriore trattamento di indirizzi email senza consenso per attività di marketing.

Una società di consulenza finanziaria ha fatto partire “il caso”

La genesi di tutta la faccenda, e i relativi sviluppi, sono spiegati nella newsletter dell’autorità.  “L’intervento del Garante ha preso le mosse dalla segnalazione di una società di consulenza finanziaria che lamentava l’invio di numerose email promozionali indirizzate alle caselle di posta elettronica di alcuni suoi promotori senza che questi ne avessero autorizzato la ricezione. Dagli accertamenti, svolti in collaborazione con il Nucleo Speciale Privacy della Guardia di Finanza, è emerso che la raccolta degli indirizzi di posta elettronica avveniva, oltre che con altre modalità, anche attraverso l’instaurazione di rapporti su Linkedin e Facebook o attingendo contatti sui social. La società solo negli ultimi due anni ha inviato circa 100.000 email pubblicitarie”. Ancora, la società finita nel mirino del Garante dovrà  modificare il modello di richiesta di consenso sul sito, affinché siano esplicitate le finalità di marketing.

Il Garante ha detto no

Facendo riferimento anche alle Linee guida del 4 luglio 2013 che disciplinano il fenomeno del social spam, il Garante ha pertanto ritenuto illecito il trattamento degli indirizzi di posta elettronica. “I dati trovati sui social network e, più in generale, presenti online, non possono essere usati liberamente”, ha spiegato il Garante. La tesi sostenuta dalla società secondo la quale l’iscrizione a un social network implica un consenso all’utilizzo dei dati personali per l’attività di marketing non ha pertanto alcun fondamento normativo. Infatti l’invio di messaggi vari, come quelli commerciali, non è compatibile con le funzioni dei social network, che puntano a condivider informazioni e a sviluppare contatti professionali, non a commercializzare prodotti e servizi.

Anche le Autorità europee si muovono nella stessa direzione

La stessa condotta viene condivisa anche dalle Autorità per la privacy europee. Queste hanno espressamente escluso che l’iscrizione a un servizio presente sul web comporti la legittimità del trattamento dei dati personali da parte di altri partecipanti alla medesima piattaforma per l’invio di informazioni commerciali.

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Intelligenza artificiale, arriva Shelley: l’algoritmo che racconta storie horror

Anche se Halloween quest’anno è già passato, sono tantissimi gli estimatori del mondo horror. E la tecnologia si evolve per accontentare anche loro. Che il mercato dei patiti del genere sia di tutto rispetto – e anche i dati degli ultimi successi cinematografici lo dimostrano – è confermato pure dai più recenti sviluppi intrapresi dalle applicazioni dell’intelligenza artificiale.

Shelley, campione di paura

L’ultimo nato in questo ambito è un sistema di intelligenza artificiale creato dalla fantasia dei ricercatori del MediaLab del Massachusetts Institute of Technology (Mit). Si chiama Shelley, un dichiarato omaggio alla scrittrice inglese Mary Shelley, autrice del romanzo simbolo delle storie horror, Frankenstein. Per imparare a scrivere storie spaventose, e farsi un solido background, Shelley ha macinato 140.000 racconti dell’horror. ”Shelley si basa su un algoritmo di apprendimento online che impara dalle risposte del pubblico. Più le persone collaborano con Shelley più il sistema scriverà storie spaventose” ha spiegato Pinar Yanardhag, responsabile del progetto.

Un autore digitale che vive su Twitter

Ma come fa Shelley a interagire con i fan? Oggi Shelley opera su Twitter: invece dei normali cinguettii, propone agli utenti l’inizio di una nuova storia per scriverla insieme agli umani. Ovviamente a blocchi di 140 caratteri per volta. “Su Twitter, ogni ora @shelley propone l’inizio di una nuova storia horror e poi con l’hashtag #yourturn invita chiunque lo voglia a proseguire il racconto. Ognuno può rispondere al tweet con la successiva parte della storia e Shelley risponderà di nuovo. I risultati sono i primi racconti horror nati dalla collaborazione fra l’intelligenza umana e quella artificiale” spiega una nota dell’agenzia Ansa. I racconti spaventosi, nati dall’unione fra le due intelligenze, sono tutti da leggere sul sito del progetto.

Creatività senza confini

Ovviamente, la “fantasia” di Shelley non ha confini, non ha pregiudizi e anzi è in grado di imparare sempre di più. Al momento dalla collaborazione fra l’algoritmo e gli utenti di Twitter sono nati diversi racconti, decisamente originali: da quello di un uomo senza volto che si guarda allo specchio alla più tradizionale storia della città infestata dagli spettri per passare alla “favola nera” di un pavimento caratterizzato da una bocca sorridente.

Un sistema capace di imparare

La capacità creativa di Shelley ovviamente non può esaurirsi, spiegano i ricercatori. Anzi: dà la possibilità di esplorare gli eventuali limiti e le tante possibilità dell’intelligenza artificiale. Insomma, questi racconti dimostrano non solo che tutto è possibile, anche sotto il profilo tecnologico, ma anche quanto sia fervida la fantasia umana.

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Acquistare il divano nuovo: le regole da seguire per non sbagliare

Lo sappiamo tutti: il divano è in assoluto i “re” della zona living, l’elemento capace di dare uno stile e un’impostazione al nostro soggiorno. E’ il luogo fisico dove ci si ritrova in famiglia, a chiacchierare con gli amici, a guardare la televisione e anche per concedersi qualche momento di assoluto relax. Il divano perfetto, quindi, deve rispondere a numerose esigenze di tipo funzionale, oltre che estetiche. L’acquisto di uno nuovo può perciò creare non poche difficoltà: fermo restando che è indispensabile affidarsi a dei rivenditori esperti, con una gamma di modelli e prodotti completa, è altrettanto importante schiarirsi le idee prima di compiere il fatidico acquisto.

Più scelta, più assistenza

I veri professionisti del settore, come Pedrazzini Arreda, hanno in catalogo e in esposizione un’infinità di modelli, per ogni necessità e per qualsiasi budget. Il vantaggio di scegliere un nuovo divano in negozio è soprattuto quello di avere a disposizione dei consulenti esperti, capaci di rispondere alle più diverse domande in merito a funzioni, materiali, dimensioni, cura.

Prendiamo le misure

Un divano va inserito in un ambiente. Prima di compiere scelte dettate solo ed esclusivamente dal gusto, conviene – metro alla mano – prendere le misure dell’ambiente in cui verrà contestualizzato. Se lo spazio è ridotto, è evidente che un divano dalle dimensioni imponenti, magari con penisola, rischierà di compromettere l’abitabilità dell’intera stanza. Meglio allora optare per un modello a due posti, altrettanto confortevole, ma dalla “taglia” più adatta, completandolo piuttosto con una comoda poltrona.

Solo per sedersi o anche per dormire?

Altra considerazione importante prima di procedere all’acquisto è sapere con chiarezza la funzione che dovrà avere il nostro divano nuovo. Sarà solo per ricevere gli amici o rilassarsi? Oppure viviamo in un monolocale e il divano dovrà rappresentare anche il nostro letto quotidiano? O pensiamo di ospitare saltuariamente degli amici e di avere bisogno all’occorrenza di posti letto in più? Se optiamo per un divano letto da utilizzare con frequenza, facciamoci consigliare un modello con un materasso ergonomico e dal sistema di apertura e chiusura facilitato. Un’altra soluzione, perfetta per ambienti sempre più ridotti come sono le case di oggi, è scegliere un divano letto con un vano contenitore in cui riporre coperte e cuscini.

Materiali, quali?

Pelle, tessuto, sintetico, velluto… Sono davvero innumerevoli i materiali in cui il divano può essere rivestito. Anche in questo caso, oltre a una legittima considerazione estetica, bisogna fare un esame delle proprie esigenze e soprattutto della propria famiglia. Se si hanno bambini o animali, sarà senza dubbio conveniente prediligere rivestimenti in tessuti naturali sfoderabili, che possano essere lavati con facilità anche a casa. Sono di semplice gestione anche alcuni tessuti sintetici, come l’alcantara, che hanno un elevato grado di resistenza all’usura. Per le case più classiche ed eleganti, così come per gli ambienti in stile industriale, può essere perfetto un modello in pelle: una scelta senza tempo che però richiede qualche attenzione in più.

Che colore scegliere?

In linea generale, il rivestimento del nuovo divano dovrà coordinarsi con gli elementi d’arredo pre-esisitenti e anche con l’ambiente in generale.In una casa al mare andranno benissimo tutti i tono chiari o dell’azzurro, mentre in montagna via libera a quadretti e fantasie “calde”. Se si hanno bambini, i tessuti a disegni geometrici e in toni scuri sono preziosi alleati nel nascondere le eventuali macchie.

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Italiani sempre più attenti alla salute: crescono investimenti in cibi bio e sani

Italiani sempre più attenti alla salute, a partire dall’alimentazione e dalla cura del corpo. I nostri connazionali, infatti, investono budget consistenti in cibo bio, integrale, senza glutine e lattosio. Ma non trascurano pure lo shopping relativo a cosmetici, cura del corpo e benessere. Lo rivela il Rapporto Coop 2017, che evidenzia che il 2017 si chiuderà con un incremento dell’1,2% dei consumi in questi ambiti. Il rapporto, che mette sotto la lente le abitudini e i consumi degli italiani, fotografa un popolo che mette la salute in cima alle priorità. E il cibo, percepito come toccasana e passaporto per una vita lunga, diventa molto più che un piacere.

I superfood alleati contro le malattie

L’indagine dichiara che il 46% degli italiani acquista e consuma i cosiddetti superfood, i cibi ricchi di nutrienti e antiossidanti capaci, secondo gli intervistati, di prevenire e contrastare diversi malanni. Per un intervistato su tre la loro assunzione è addirittura alternativa alle medicine tradizionali e più di un italiano su 3 si fa dettare la dieta alimentare direttamente dal proprio medico o dal naturopata piuttosto che dal produttore o distributore. Questi cibi “terapeutici” pesano oggi per il 10% dei consumi alimentari. Una percentuale altissima.

Mode anche a tavola

Anche nell’alimentazione ci sono modi e mode. Alcuni cibi, compresi alcuni superfood, diventano i principi della tavole a sfavore di altri, dei quali si perde attenzione. Ad esempio oggi sono gettonatissimi, anche perché considerati preziosi, la polvere di maca (il 100% ritiene che abbia proprietà benefiche), i semi di chia (75%), le bacche di acaj (69%) e di goji (68%). Calano invece i consumi e le vendite di aglio nero, kamut e soia.

Sempre più bio

Gli italiani, racconta sempre il rapporto, sono alla ricerca di prodotti comunque salutari. Ad esempio, si regista nella grande distribuzione un aumento delle vendite del latte ad alta digeribilità (+174,4%) o di uova allevate a terra (+15%). Crescono anche gli integrali, i senza glutine, i senza lattosio: il giro d’affari registra un incremento del 13,5%.

Attenzione alla qualità

Un altro indicatore interessante è che gli italiani si concentrano sempre più su acquisti di qualità. Come a dire: basta rinunce, si spende magari di più, ma meglio. Il 70% degli italiani, primi in Europa, dichiara infatti di essere disposto a pagare di più per avere più qualità nel proprio carrello. Una scelta alimentare, quella di seguire un regime salutare, che pare paghi alla grande: gli italiani risulto essere il popolo più sano al mondo, davanti a islandesi e svizzeri.

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L’e-commerce del vino è pronto al salto di qualità

L’Italia ha una solida leadership nella produzione di vino, e nella top five mondiale dei produttori troviamo l’Australia con 13 milioni di ettolitri di vino annui, gli Stati Uniti con 24 milioni di ettolitri, la Spagna con 39 milioni, la Francia con 43 milioni e appunto l’Italia, con oltre 50 milioni di ettolitri di vino. Il Bel Paese cede qualche posizione in termini di superficie coltivata a Francia, Cina e Spagna, anche se questi due ultimi paesi si contraddistinguono per la produzione di uva da tavola e vini sciolti.

L’Italia, invece, punta sempre più sulla qualità, con la nascente competitività dei vini biologici, biodinamici, naturali e vulcanici, che attendono una vera regolamentazione europea e in questa fase sopperiscono a tale mancanza con disciplinari di produzione concordati tra produttori e associazioni di categoria. Le cantine italiane si stanno specializzando nel creare, intorno al vino, occasioni di turismo enogastronomico, visite in cantina, degustazioni, diffondendo una cultura del vino anche tra i turisti stranieri, che una volta tornati in patria alimentano l’export.

Passi avanti si stanno compiendo anche dal punto di vista dell’e-commerce, che non sempre è stato adeguatamente sfruttato. Dati del 2013 sul B2C elettronico in Europa parlano di acquisti per un valore di oltre 300 miliardi di euro, in forte crescita (+19% sull’anno precedente. In Italia tramite e-commerce si comprano soprattutto prodotti e servizi per giochi e tempo libero (52%), viaggi (27%) e solo una quota dell’1,2% è destinata al food&beverage. Sul vino si procede in ordine sparso, attraverso l’e-shop delle singole cantine, i portali e alcune App che possono dare un reale contributo alla diffusione della cultura del vino.

Ma quali sono le caratteristiche vincenti di un negozio online di vini. Una cantina che prevede un e-shop, dovrebbe per prima cosa pensare anche a un blog e ad alcune pagine nei social network, essenziali per dare notizia della vendita e-commerce del vino. Dopodiché, è utile studiare un percorso d’acquisto semplice e coinciso, con pulsanti ben visibili che guidino in tre quattro passi all’acquisto effettivo. Mantenere aggiornate le giacenze di magazzino è fondamentale, perché la mancanza di una bottiglia scelta dopo ampie consultazioni può fare abbandonare l’e-shop. È utile pubblicare descrizioni dettagliate dell’articolo, anche perché bisogna ovviare al fatto che il vino sul web non si può toccare con mano. Studiare attentamente l’ordine minimo di acquisto senza prevedere soglie di spesa troppo elevate può rivelarsi una misura molto apprezzata, e un e-shop intelligente deve anche favorire il cross-selling e naturalmente deve essere responsive.

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