Regolare correttamente il condizionatore d’estate: consigli utili

Durante i torridi mesi estivi, adoperare il condizionatore è la cosa più piacevole che possa esserci per trovare un po’ di sollievo e rinfrescarsi. Vediamo adesso di seguito come è possibile regolare correttamente il condizionatore per ottenere il massimo del beneficio.

Regola la temperatura

Regolare correttamente la temperatura del condizionatore significa riuscire a godere al massimo dei suoi benefici risparmiando energia. Non dobbiamo dunque cadere nella tentazione di impostare una temperatura troppo bassa, in quanto la temperatura deve essere impostata a circa 26° per evitare sbalzi termici eccessivi tra la temperatura che c’è in casa e quella esterna.

In ogni caso il consiglio è quello di mantenersi su temperature che non siano maggiori di 7°-8°  rispetto la temperatura esterna. In questo modo l’unità esterna riuscirà a lavorare in maniera più efficace consumando anche meno energia.

Utilizza con oculatezza il condizionatore

Può sembrare scontato ma è utile adoperare il condizionatore solo quando veramente necessario e dunque evitare di tenerlo acceso ad esempio anche la notte. Chiaramente è bene evitare di tenerlo acceso quando in casa non c’è nessuno per scongiurare ogni forma di dispersione chiudendo adeguatamente porte e finestre, così che l’aria fresca non vada a finire fuori consentendo inoltre all’aria calda di entrare in casa.

Se sei appena rientrato in casa, è preferibile adoperare la funzione deumidificatore e soltanto in seguito quella di raffreddamento, così da evitare eventuali problemi legati allo sbalzo termico.

Pulisci periodicamente i filtri

Pulire periodicamente i filtri del condizionatore consente innanzitutto di avere un’aria più sana in casa evitando di far circolare anche i microrganismi patogeni che alloggiano appunto nei filtri. In secondo luogo, se i filtri sono puliti il condizionatore riesce a lavorare in maniera più facile e dunque può essere più efficiente riducendo i consumi e rinfrescando gli ambienti in maniera più tangibile.

Sfrutta il deumidificatore

Nel caso in cui dovessi accorgerti che l’aria in casa è particolarmente umida, e dunque quando hai quella fastidiosa sensazione di essere appiccicoso, fai bene a sfruttare la funzione deumidificatore (presente in tutti i condizionatori Mitsubishi) così da eliminare l’umidità nell’aria e ottenere una piacevole sensazione di fresco senza la necessità di dover avviare la funzione di raffreddamento.

Seguire con attenzione questi suggerimenti ti consentirà di adoperare al meglio il tuo condizionatore d’aria limitando i consumi.

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Timbracartellini per ogni tipo di necessità aziendale

Avere l’opportunità di rilevare le presenze in azienda consente di poter monitorare da più vicino quelle che sono le prestazioni lavorative dei dipendenti ed in particolar modo verificare i loro orari di ingresso e di uscita dalla sede in cui l’attività lavorativa viene svolta. Grazie ad un apposito timbracartellini ad esempio, è possibile andare a registrare non solo gli accessi e le uscite dei dipendenti ma anche eventuali ritardi o uscite anticipate, le quali vengono trasmesse immediatamente all’ufficio buste paga tramite apposito software.

In questa maniera si va dunque anche a semplificare quello che è il lavoro di chi lavora in amministrazione e al tempo stesso poter apportare delle piccole variazioni al salario in base al tempo effettivo di lavoro da parte del singolo dipendente.

Un modello di timbracartellini per ogni esigenza

Esistono per questo diverse tipologie di timbracartellini che ben si adattano alle necessità individuali. Vi sono tra l’altro determinati modelli che riescono a lavorare senza problemi anche all’interno di ambienti molto polverosi, e che dunque si adattano perfettamente ad ogni tipo di ambiente in cui vengono effettuate lavorazioni come ad esempio quelle sul legno che possono creare problemi nel caso in cui il dispositivo non sia pensato per lavorare esattamente in un contesto di questo tipo. Esistono inoltre modelli che possono lavorare sia poggiati su un ripiano che appesi al muro, così da poter essere più visibili e facili da raggiungere. A proposito di visibilità, esistono modelli di timbracartellini con i numeri informato arabo e altri con il display retro illuminato che consentono di poter visionare l’orario anche a parecchi metri di distanza.

Personalizzazione del badge

Sul sito ufficiale di Cotini srl è possibile visionare diversi modelli di timbracartellino e abbinare a questi l’acquisto di comodi badge timbratura magnetici o di prossimità, i quali possono anche essere personalizzati con il nome e il logo dell’azienda nonché con il nome e la fotografia del dipendente.

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Capsule Lavazza | Ritrova il tuo benessere

Quando giungi al termine di una di quelle giornate che sembrano infinite e la stanchezza è tale da farti sentire in riserva, ciò di cui probabilmente avverti necessità per ritrovare tranquillità e benessere è concederti un momento di piacere tenendo tra le dita una buonissima tazza del tuo caffè preferito. Il caffè per noi italiani non è infatti solo una bevanda, ma un vero e proprio rituale ed un momento che desideriamo ritagliarci per trovare serenità ed equilibrio. Affinché questa pausa sia pienamente ristoratrice, è importante che il caffè sia veramente buono ed in grado di regalare al palato quel piacevole mix di sensazioni che soltanto una miscela raffinata può far provare. Un profumo inebriante ed un gusto intenso e vellutato, con la classica schiuma color nocciola che siamo abituati a vedere quando prendiamo il caffè al bar: ecco quando un caffè può dirsi veramente buono ed in grado di restituire il benessere desiderato, ovvero nel momento in cui questo è in grado di stimolare e coccolare contemporaneamente il gusto, l’olfatto e la vista.

Le capsule Lavazza a Modo Mio di Cialdamia.it sono in grado di farti vivere ogni volta questa preziosa esperienza sensoriale, grazie alle miscele accuratamente selezionate e alla loro grande qualità che rende queste capsule le più apprezzate dagli italiani. Scegli tra le qualità più classiche le cialde per i tuoi caffè più gustosi, oppure scopri tutta l’energia ed il benessere delle nuove miscele con ginseng, se vuoi provare qualcosa di nuovo che possa fornirti l’energia di cui hai assolutamente bisogno. C’è dunque una capsula Lavazza adatta ad ogni momento della giornata e a ogni tuo desiderio, non devi far altro che scegliere quella più adatta ai tuoi gusti o necessità del momento e regalarti una profumata tazzina ogni volta che lo vorrai con un semplice gesto della mano.

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Posa vetrine negozi | R&T

Mettere in posa una vetrina per negozi è un’operazione complessa che nasconde più di una insidia: la delicatezza e la fragilità del vetro infatti, richiedono assoluta competenza e manualità in tutte le operazioni, da quelle di trasporto a quelle di collocazione. Commettere un errore dovuto ad una imprudenza o distrazione infatti, potrebbe anche comportare il danneggiamento della vetrina con spiacevoli conseguenze sia a livello economico che pratico. Non sono comunque sufficienti esperienza e attenzione se non si dispone degli strumenti più adeguati a portare a termine tale lavoro, per questo è bene accertarsi di affidare il lavoro ad una azienda che disponga di risorse e strumenti che consentano di svolgere l’intera operazione in maniera efficace e sicura.

R&T è una azienda della provincia di Milano specializzata nella posa di vetrine per negozi, di qualsiasi dimensione o formato esse siano. Grazie all’esperienza accumulata nel tempo, oggi sono tantissime le realtà commerciali e società italiane che fanno riferimento a questa importante azienda di Cambiago ogni qualvolta si presenti la necessità di installare una nuova vetrina. Si tratta dunqe di un tipo di intervento piuttosto delicato, e per questo è bene affidarsi a chi conosce bene il settore e le insidie che questo può nascondere, garantendo interventi sempre rapidi e di grande precisione. R&T dispone inoltre di tutta una serie di mezzi e strumenti che consentono di portare a termine qualsiasi installazione in maniera assolutamente sicura e rapida: tra questi vi è una imponente autogru con ventosa che consente di mettere in posa vetrine fino a 500kg, più due piattaforme aeree che possono raggiungere i 9 metri d’altezza. Grazie anche a questi imponenti mezzi sarà possibile andare ad effettuare la messa in opera di qualsiasi tipologia di vetrina in tutta sicurezza ed in maniera rapida, rispettando sempre i tempi concordati.

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Giochi Gonfiabili Bll Park

Go Leisure produce e commercializza da oltre 20 anni playground da interno o esterno, giochi gonfiabili, giochi acquatici, trampolini elastici, play area per bimbi fino a 3 anni e tantissime altre attrezzature ludiche di pregevole fattura e qualità. Durante tutto il processo produttivo anche i più piccoli particolari vengono curati con particolare meticolosità e attenzione, per far si che i piccoli possano godere degli spazi e delle attrezzature loro dedicate in totale sicurezza.

Se hai uno spazio in giardino o in casa e stai pensando di far realizzare un’area giochi per i tuoi figli, se sei proprietario di uno spazio commerciale e intendi predisporre una play area per il divertimento dei più piccoli, se gestisci una scuola materna e vuoi rinnovare le attrezzature da gioco per i bambini, Go Leisure è la soluzione che ti garantisce massima sicurezza, grande qualità dei materiali e convenienza. Potrai comodamente inviarci la piantina dell’area nella quale intendi sistemare le attrezzature per il gioco, penseremo noi a studiare il progetto e l’idea più adatta a soddisfare le tue necessità. Individuata l’idea giusta effettueremo un sopralluogo per meglio comprendere spazi e particolarità del luogo, subito dopo inizierà la fase produttiva e la play area che avevi pensato prenderà magicamente forma. I nostri tecnici si occuperanno della messa in opera di tutte le attrezzature, per consentire da subito ai piccoli di usufruire del loro nuovo e bellissimo spazio per i giochi.

All’interno del sito è possibile visionare in anteprima alcune tra le soluzioni proposte da Go Leisure: dai bellissimi percorsi e saltarini gonfiabili ai giochi acquatici quali scivoli e acquafun, dai giochi e casette da giardino alle scenografie 3D per un divertimento assicurato. Puoi inviare la tua richiesta all’indirizzo mail info@bllpark.com o contattare il recapito telefonico +390392497489. Gli uffici si trovano in Via Friuli, 2/B 20853 Biassono (MB).

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L’importanza di un buon posizionamento

Inauguriamo il nuovo blog www.gsearchblog.com anticipando quelli che saranno i temi che tratteremo in futuro: Internet, siti web e motori di ricerca (Google in primis). Come tutti ormai sanno, posizionare un sito nella prima pagina di Google, appunto, non è mai cosa facile: ci sono i competitor diretti, ci sono articoli scritti da improvvisati blogger, ci sono risorse autorevoli o, ancora, grossi negozi e-commerce che, tra gli innumerevoli prodotti trattati, includono anche quello che interessa a te…

Tuttavia, ci sono due tipologie di attività che ci vengono in soccorso: la SEO ed il SEM. Cominciamo con il dire che entrambi comportano degli investimenti, sia in termini economici che di tempo, ed entrambi hanno i loro rischi. Tuttavia, oggi anno 2016, sviluppare un sito web, per quanto bello e coinvolgente, ha poco senso se poi non viene trovato. Sarebbe come avere una bellissima boutique in una strada senza pedoni, o parlare con il megafono ad una stanza vuota. Ecco allora che la SEO (Search Engine Optimization) è la “scienza” che riguarda tutte le tecniche, lecite e non, ritenute valide per andare “incontro” ai parametri dettati dal motore di ricerca, e soddisfare dunque i requisiti imposti dai suoi algoritmi, sempre più sofisticati e complessi. C’è che, ancora oggi, ritiene che sia sufficiente pubblicare contenuti di qualità per essere “premiati” dal motore: balle. Aiutano certo, anzi sono fondamentali, ma credetemi… senza una buona azione SEO alle spalle, non andrete lontano. La SEO ha vantaggi (costi una tantum, posizionamento organico che ha maggior valenza di quello sponsorizzato, risultati durevoli nel tempo) e svantaggi (tempistiche, nessuna garanzia di risultato) da ponderare attentamente.

Quando invece parliamo dei primi (quattro, attualmente) risultati della pagina, con la scritta “Ann.” ben in evidenza, allora parliamo di posizionamento sponsorizzato, che nel mondo Google prende anche il nome dei AdWords. Il SEM (Search Engine Marketing) è quindi la “scienza” che riguarda la creazione, gestione ed ottimizzazione delle campagne di sponsorizzazione, ed ha anch’esso molti aspetti tecnici quasi sconosciuti ai più: come performare meglio a parità di costo, come aumentare il CTR (% di utenti che cliccano sull’annuncio dopo averlo visionato) e come ottimizzare la pagina di atterraggio sono solo alcuni tra questi. Vantaggi del SEM? Risultati certi in brevissimo tempo. Svantaggi? Ahime molti… costi, impegno fisso nel tempo, minor impatto sul visitatore rispetto al posizionamento organico.

Quale scegliere? Difficile dirlo, non c’è una regola, spesso l’abbinamento delle due azioni può dare ottimi risultati, ma le discriminanti sono sempre la tipologia di prodotti e il target al quale mi rivolgo. Nei prossimi articoli entreremo più nello specifico.

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Cercare lavoro online, cosa è cambiato nell’anno del Covid?

Nel 2020 sono stati persi 662 mila posti di lavoro, e sono state erogate oltre quattro miliardi di ore di cassa integrazione (dati INPS), spingendo moltissime persone a cercare in rete una soluzione alla loro nuova situazione. Insomma, nell’anno della pandemia non è cambiato solo il mondo del lavoro, ma anche il modo di cercarlo. Per individuare quali siano i nuovi trend Semrush, piattaforma di Saas per la gestione della visibilità online, ha analizzato le ricerche fatte online dagli utenti in Italia.

Il bonus è il più ricercato del 2020

Secondo l’analisi, la ricerca che ha registrato il maggior incremento è stata “Bonus per disoccupati” (+2.198% rispetto al 2019), digitata sui motori di ricerca con una media di 3.428 volte al mese. La questione dei bonus, in particolare quelli specifici stanziati per contrastare la crisi economica causata dal Covid, ha tenuto vivo l’interesse del web nel corso dell’intero anno. Tanto che “Bonus 600 euro disoccupati” è stato cercato in media quasi 2.500 volte ogni mese, con un picco di 14.800 ricerche ad aprile 2020. Sono state poi effettuate 14.300 digitazioni mensili per l’item “lavoro agile”, che negli ultimi 12 mesi è cresciuto in maniera esponenziale tra gli uffici del Bel Paese.

Supermercati e corrieri sono i più ambiti

Per quanto riguarda il web, il suo incremento è stato dell’812% sul 2019, raggiungendo l’apice a marzo 2020, con 74.000 ricerche. Incremento significativo anche per l’item “lavoro da casa”, che con oltre 56.000 ricerche mensili registra un +29% sul 2019, e per “lavoro a distanza”, cresciuto del 303%, con una media di 810 digitazioni al mese. Interessante notare anche come sia aumentato il desiderio degli utenti di andare a lavorare per alcune specifiche aziende, soprattutto supermercati e corrieri, probabilmente viste come professioni più sicure durante la pandemia e meno a rischio di eventuali licenziamenti o cassa integrazione.

I portali di ricerca più cliccati

L’item “lavorare con Amazon” è quello che ha registrato l’incremento più alto (+236%), con più di 11.300 ricerche ogni mese, e picchi di 22.000 a settembre e novembre 2020. “Bartolini lavora con noi”, invece, ha registrato un +71%, con una media di 11.500 digitazioni ogni mese, raggiungendo le 18.100 nei mesi di settembre, novembre e dicembre 2020. Per quanto riguarda le piattaforme specifiche per la ricerca di un lavoro, Indeed.com è stato il portale più cliccato, con quasi 14 milioni e 900 mila digitazioni ogni mese (+15% sul 2019), mentre Jobbydoo.it è stato quello con la crescita maggiore, con un incremento del 79% rispetto all’anno precedente, e una media di oltre 3 milioni di accessi mensili.

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Covid e aziende italiane: criticità, previsioni e speranze per il futuro

Quale è la situazione attuale delle imprese italiane, alle prese con più di un anno di difficoltà legate all’emergenza sanitaria e alle relative procedure, e soprattutto quali sono le prospettive future? A queste domande cerca di rispondere il sondaggio Ipsos – AreaStudi Legacoop, che ha esplorato le criticità dell’imprenditoria tricolore e i possibili sviluppi.

Trovare nuovi clienti è la maggiore difficoltà

Il sondaggio Ipsos, condotto nell’ambito dell’Osservatorio LegaCoop ideato e realizzato dall’AreaStudi dell’associazione, rivela che “trovare nuovi clienti” rappresenta la difficoltà maggiormente citata da imprenditori e lavoratori autonomi (22%). Segue il peso dei vincoli normativi e l’aumento dei costi di produzione o del lavoro (entrambi al 14%). Chiude la classifica di quelle che sono indicate come le maggiori criticità il rispetto del protocollo sicurezza Covid per la prevenzione del contagio (13%).

Solo il 33% prevede scenari positivi per il futuro

Anche per quanto riguarda il futuro le imprese italiane danno risposte con molte ombre e qualche luce. Il 53% ritiene che la situazione della propria impresa resterà negativa o peggiorerà, con il 5% che prevede la chiusura della propria attività. Circa una società su tre – il 33% per la precisione – nutre aspettative positive, prevedendo maggiore stabilità. In caso di chiusura: il 45% cercherebbe un lavoro come dipendente, il 38% aprirebbe una nuova attività e il 16% si ritirerebbe dal mercato del lavoro.

Il futuro dell’occupazione e dello smart working

Sono più le prospettive negative rispetto a quelle positive anche quelle riferite alla forza lavoro, anche se non mancano segnali di ottimismo. Il 12% delle imprese, infatti, prevede di ridurre il numero dei dipendenti, il 66% di mantenerlo invariato e soltanto il 6% di aumentarlo. Il 16% preferisce non fare previsioni. C’è poi la questione smart working, uno degli assoluti protagonisti dell’anno passato. In merito al lavoro a distanza nel 2020, il 38% delle imprese dichiara di aver aumentato la possibilità di lavorare in smart rispetto al 2019; il 53% di averlo mantenuto invariato e soltanto il 9% di averlo diminuito. Riguardo alle previsioni per il 2021 – rispetto al 2020 – il 13% pensa di aumentare il ricorso allo smart working, il 73% di lasciarlo invariato e il 14% di diminuirlo. “L’impatto della pandemia sul sistema produttivo è stato fortemente differenziato e il proseguire dell’incertezza sanitaria di certo non aiuta” commenta Mauro Lusetti, Presidente di LegaCoop. “Si spiega così il pessimismo sull’immediato futuro di oltre la metà degli imprenditori, con un picco nelle zone più produttive del paese, le più colpite dai lockdown”.

 

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Imprese Controvento, in Italia sono 4.656

Nonostante l’Italia da parecchi anni mostri evidenti segni di rallentamento alcuni settori manifatturieri registrano risultati eccellenti, e singole imprese dimostrano la capacità di rispondere in maniera efficace alle sfide competitive del Paese. Sono le imprese Controvento, fotografate nella seconda edizione dello studio condotto da Nomisma, in collaborazione con CRIF. Si tratta di un campione di imprese in grado di navigare appunto anche Controvento, selezionate secondo alcuni criteri di performance rispetto alle principali variabili economico-finanziarie: ricavi, EBITDA e valore aggiunto. Le 4.656 imprese Controvento rappresentano il 6,6% del totale delle imprese manifatturiere considerate nell’analisi, e generano il 7,9% di ricavi (pari a 60,9 miliardi di euro), il 12,9% di valore aggiunto (20,7 miliardi) e il 20,7% dell’EBITDA complessivo (13,6 miliardi).

La dimensione è un fattore determinante per la competitività

Dal 2014 le imprese che navigano Controvento hanno visto crescere i ricavi del 71,4%, mentre l’EBITDA in termini assoluti totalizza una performance pari al +158%, contro il +18% delle Non Controvento. La dimensione delle imprese appare come un fattore determinante per la competitività. Le imprese Controvento, infatti, risultano maggiormente concentrate nelle classi intermedie (aziende di medie dimensioni con 50-249 addetti, o piccole imprese con 10-49 addetti). Secondo lo studio Nomisma-CRIF a predominare è l’Italia centro settentrionale, con un totale di 8 regioni (Trentino-Alto Adige, Veneto, Puglia, Friuli-Venezia Giulia, Umbria, Liguria, Piemonte e Emilia-Romagna) che aumentano di rilevanza.

Settori vincenti: packaging, farmaceutica, autoveicoli, metallo e abbigliamento

Anche a livello settoriale si possono individuare alcuni comparti che vedono accelerare la propria rilevanza tra le imprese Controvento. Tra i settori vincenti lo studio identifica packaging, farmaceutica, autoveicoli, metallo e abbigliamento. Tuttavia, l’appartenenza settoriale non è l’unica condizione per garantire maggiori possibilità competitive. Alcune classi dimensionali mostrano una forza competitiva superiore che costituisce un ulteriore fattore di spinta. Se nel packaging la dimensione d’impresa assume un ruolo rilevante nel riuscire a passare i criteri di performance Controvento, nella farmaceutica la classe dimensionale di appartenenza non appare come fattore discriminante per garantire una maggiore competitività relativa all’interno del settore stesso. In altri termini, la probabilità di un’impresa farmaceutica di entrare in Controvento è meno dipendente dalla sua dimensione economica.

Una manifattura a doppia velocità

All’interno dei tre ambiti di analisi considerati (territorio, dimensione, settore) si individuano specifiche caratteristiche strutturali che incrementano la probabilità per un’impresa di navigare controvento nel tempo. Le Regioni a maggiore propensione Controvento restano negli anni le medesime, e sono collocate nel Nord-Est. Come per le regioni, anche nell’analisi dei comparti trainanti si riconfermano il packaging e la farmaceutica. Evidentemente esistono alcune caratteristiche strutturali che il sistema economico tende a conservare seppur nella mutazione degli attori individuali. Un risultato che rafforza la convinzione che Controvento risulti essere un’analisi strutturale e non congiunturale. L’idea che il Paese abbia una manifattura a doppia velocità non è perciò legata a un mese o un anno specifico, ma è una caratteristica strutturale del Paese.

 

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Conto alla rovescia per lo switch off verso la nuova tv digitale

Una qualità delle immagini decisamente superiore a quella attuale, la ricezione di un maggior numero di canali, ma al prezzo di cambiare televisore o acquistare un decoder. È cominciato il countdown per il passaggio al nuovo standard del digitale terrestre, che avrà inizio alla fine dell’estate del 2021 e avverrà a seconda delle aree geografiche del Paese. A poco più di dieci anni dopo il passaggio al Dvb-T1 lo switch off del segnale è determinato dalla necessità di liberare la banda 700 Mhz, molto utilizzata nel nostro Paese, soprattutto dalle tv locali, per far spazio alla rete 5G per gli operatori di telefonia.

Il calendario dal 1° settembre 2021 al 20 giugno 2022

Il calendario per lo switch off è stato messo a punto dal ministero dello Sviluppo Economico, con la divisione dell’Italia in quattro aree. Si partirà il 1° settembre con le aree 1 e 3, che comprendono Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Province autonome di Trento e Bolzano, Valle d’Aosta e Veneto. Per questi territori ci sarà tempo fino al 31 dicembre dell’anno per completare il passaggio. Dal 1° gennaio 2022 al 31 marzo 2022 sarà la volta dell’area 2, che comprende Campania, Lazio, Liguria, Sardegna, Toscana e Umbria. A seguire, dal 1° aprile 2022 al 20 giugno 2022, data del definitivo switch off nazionale, toccherà agli abitanti di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Marche, Molise, Puglia, e Sicilia, riporta Ansa.

A luglio 2022 il passaggio definitivo al Dvb-T2 Hevc

Il 20 giugno 2022 lo standard passerà dal MPEG2 a favore dell’MPEG4, che consente già oggi di vedere i canali in Hd. Non avranno problemi a ricevere i canali tutti coloro che hanno un televisore che permette già oggi la ricezione del segnale in alta definizione dal numero 500 in poi del telecomando. Subito dopo scatterà la fase due, con il definitivo passaggio, a luglio 2022, al nuovo Dvb-T2 Hevc. Per verificare se il proprio schermo è compatibile con questo standard occorre sintonizzarsi sui due canali test 100 e 200. Solo se appare il messaggio Test HEVC Main10 il modello è abilitato alla ricezione.

Bonus TV: contributo di 50 euro

Non dovrebbe essere necessario cambiare i televisori venduti dal 2017 in poi, ma saranno molti gli apparecchi acquistati precedentemente a necessitare di un nuovo decoder. Per agevolare il passaggio ai nuovi televisori poco più di un anno fa è stato istituito il bonus TV, con un fondo che grazie a un emendamento alla legge di Bilancio 2021, è stato incrementato di 100 milioni di euro. Il contributo di 50 euro potrà essere ottenuto da chi ha un Isee fino a 20mila euro, presentando un’autocertificazione presso i rivenditori. Il bonus, già disponibile, potrà essere richiesto fino alla fine del 2022.

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Arriva il Carrello di WhatsApp per comprare in chat

Dopo aver introdotto il pulsante dedicato allo Shopping, che ha sostituito quello delle videochiamate all’interno delle chat con gli account Business, ora su WhatsApp è arrivata anche la funzione Carrello. Rendere sempre più semplice fare acquisti online è l’obiettivo dell’app di messaggistica, soprattutto se ci si rivolge ad attività con più prodotti nel catalogo. Se prima infatti era possibile ordinare solo un prodotto per volta con la funzione Carrello è possibile selezionare più articoli contemporaneamente. Il Carrello risulta quindi particolarmente utile quando si comunica con attività che vendono più di un articolo alla volta, come ad esempio ristoranti o negozi di abbigliamento.

Migliorare l’esperienza di vendita e di acquisto

Con la nuova funzione di WhatsApp gli utenti possono sfogliare il catalogo, selezionare più prodotti e inviare l’ordine all’attività in un singolo messaggio. Dal punto di vista delle aziende, invece, il Carrello agevola le vendite, poiché è più facile tenere traccia degli ordini ricevuti e gestire le richieste dei clienti. Inoltre, grazie ai cataloghi i clienti possono controllare la disponibilità dei prodotti, e le aziende possono organizzare le chat in base ai singoli articoli.

Come funziona il Carrello di WhatsApp

La condizione più importante affinché la nuova caratteristica possa funzionare è ovviamente che il rivenditore la supporti, e permetta quindi all’utente di effettuare acquisti tramite WhatsApp, riporta Webnews. Per verificarlo basta verificare se nella chat è presente l’icona Negozio posta vicino al nome dell’azienda che interessa.  A quel punto, una volta effettuato l’accesso nello shop, basta seguire alcuni passaggi per operare i propri acquisti multipli. Innanzitutto scorrere e selezionare gli articoli presenti nel catalogo, poi toccare l’icona Aggiungi al carrello, quindi ripetere l’operazione con tutti i prodotti desiderati. Terminata l’operazione, è possibile inviare e concludere l’ordine con un semplice messaggio.

L’app è sempre più simile a un punto vendita

“Sono sempre di più gli utenti che acquistano tramite chat – si legge su Facebook, il sito ufficiale di WhatsApp – ed è per questo che desideriamo migliorare ulteriormente l’esperienza di vendita e di acquisto”. WhatsApp sta diventando, insomma, sempre più simile a un punto vendita, con i proprietari di piccole attività che possono gestire gli ordini e fornire informazioni sui prodotti o servizi offerti, e gli utenti che possono ottenere un accesso facilitato ad articoli di loro interesse. La funzione Carrello è già disponibile in tutto il mondo.

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Solo il 20% delle aziende europee considera l’empowerment dei dipendenti

L’approccio tipico all’innovazione prevede che il processo venga avviato dal management e che i dipendenti vengano coinvolti solo nella fase di esecuzione. Tuttavia, questo approccio a volte può rivelarsi inefficace. Molti top manager infatti possono lasciarsi  sfuggire opportunità di business che, al contrario, possono essere colte dai dipendenti, i quali interagiscono direttamente con i clienti, o sviluppano i prodotti. Da quanto emerge da un’indagine effettuata da Savanta per conto di Kaspersky l’88% di senior decision maker europei ritiene che le organizzazioni di successo promuovano l’innovazione a ogni livello, e all’interno di ogni team. Ma solo il 20% delle aziende europee considera l’empowerment dei dipendenti come parte essenziale della propria cultura aziendale.

Le innovazioni sono più efficaci quando vengono proposte dai dipendenti

La maggior parte dei leader europei dell’innovazione ritiene che per avere successo le organizzazioni debbano alimentare una cultura dell’innovazione in tutta l’azienda. E il 67% degli intervistati ritiene che le innovazioni siano più efficaci quando vengono proposte dai dipendenti. Tuttavia, solo il 20% degli intervistati ritiene che la propria organizzazione consideri l’empowerment dei dipendenti come parte essenziale della cultura aziendale. Tanto che sebbene ciò sia considerato uno dei valori fondamentali per essere innovativi, si trova al penultimo posto nella lista dei valori più diffusi.

Le innovazioni richiedono un ambiente multiculturale

Nella lista dei valori fondamentali per avere successo la diversità però è anche più importante dell’empowerment. Questo indica che le innovazioni richiedono un ambiente multiculturale e persone con background diversi al fine di promuovere opinioni e idee davvero innovative.

“Per valorizzare al massimo il potenziale innovativo non basta avere un reparto dedicato. I migliori risultati si ottengono quando l’opinione di ogni dipendente viene presa in considerazione e può contribuire con le proprie idee – dichiara Vitaly Mzokov, Head of Innovation Hub di Kaspersky -. Il management di un’azienda dovrebbe incoraggiare e promuovere questo approccio, perfezionando le migliori idee con la propria esperienza e le proprie osservazioni nelle ultime fasi del processo, allineandole alla strategia aziendale”.

Un reparto dedicato esclusivamente al processo di innovazione

Per supportare un approccio bottom-up all’innovazione, Kaspersky raccomanda di sottolineare regolarmente l’importanza delle innovazioni nella comunicazione interna, sia con l’aiuto dei dirigenti sia allineandosi singolarmente con i team manager. Ma anche implementare un programma dedicato che permetta ai dipendenti di proporre nuove idee e opportunità di business, e motivarli istituendo un programma che premi i progetti migliori. Kaspersky suggerisce inoltre di creare un reparto dedicato esclusivamente al processo di innovazione dove i dipendenti possano lavorare alle idee selezionate: questo consente non solo di supportare il processo creativo, ma anche l’esecuzione dei progetti stessi.

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Università, aumentano gli iscritti: ma siamo penultimi in Ue

Italia un po’ meno Cenerentola della cultura universitaria, almeno rispetto agli altri paesi europei. Lo rivela il terzo rapporto Agi-Censis, elaborato nell’ambito del progetto “Italia sotto sforzo. Diario della transizione 2020”, che spiega che gli immatricolati negli atenei del nostro paese siano in crescita. Però resta sempre un gap rispetto ai nostri “vicini di casa” dell’Ue: un gap calcolato in circa 7mila immatricolazioni in più ogni anno. Ecco perché il sistema universitario nazionale, che nel complesso è riuscito a contenere l’onda d’urto della pandemia, “deve essere aiutato rimuovendo criticità interne ed esterne, anche perché l’educazione svolge una funzione determinante nell’incremento della mobilità sociale di un individuo” si legge nel report.

Cinque anni in crescita

Nell’anno accademico 2019-2020 si è confermato l’incremento degli immatricolati alle università italiane: +3,2% rispetto all’anno precedente. Dopo un decennio di contrazioni, è continuato l’andamento positivo che era iniziato con l’anno accademico 2014-2015. Nello scorso anno accademico la condizione di matricola universitaria ha accomunato il 51,8% dei giovani italiani in età corrispondente, a fronte di una media Ue 28 del 58,7%. Per l’Italia eguagliare la media europea entro il 2025 significherebbe poter contare su un incremento medio annuo di immatricolati del 2,2%, equivalente in valore assoluto a circa 7.000 studenti in più, o del 2,6% qualora l’obiettivo fosse raggiungere la quota di immatricolati della Francia (+8.500 persone per anno). Tradotta in termini monetari, tale crescita è stimabile in un volume di spesa aggiuntiva, nel primo caso, di oltre 49 milioni ogni anno e, nel secondo, di 59 milioni.

Dobbiamo studiare di più
Per quanto riguarda la preparazione accademica, l’Italia è penultima in Europa per numero di giovani con un titolo di studio terziario. Nel 2019 gli italiani di età compresa tra i 25 e i 34 anni con un titolo di istruzione terziaria erano il 27,7% del totale, ovvero 13,1 punti percentuali in meno rispetto alla media Ue 28, pari a 40,8%. Il dato ci colloca nella penultima posizione: dopo l’Italia soltanto la Romania, con il 25,5%. La bassa quota di giovani con un titolo terziario è conseguenza anche della ridotta disponibilità di corsi terziari di ciclo breve e professionalizzanti, universitari e non universitari, che all’estero è più diffusa che in Italia. Occorre dunque organizzare un sistema di offerta di istruzione terziaria più ampio e articolato.

Meglio a livello globale

La situazione universitaria dell’Italia migliora se analizzata a livello globale. Il Global Social Mobility Index 2020 colloca l’Italia al 34° posto di una graduatoria internazionale calcolata su 82 Paesi, dopo Israele e prima dell’Uruguay, ma lontana da Danimarca, Norvegia e Svezia, che occupano le prime tre posizioni.

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Impatto pandemia sulla moda, i trend del post Covid

L’emergenza Covid-19 ha sconvolto il settore della moda, imponendo l’evoluzione verso un mondo più digitale e sostenibile. In generale, l’impatto negativo sulla fiducia dei consumatori ha trasformato le abitudini d’acquisto, e a livello mondiale l’impatto maggiore si registra proprio nel settore moda e calzature, con il 51% dei consumatori che quest’anno ridurrà la spesa. Il 40% circa dei 4.500 intervistati da PwC a livello mondiale ha registrato una riduzione del reddito, e il numero di chi spenderà meno per gli acquisti è raddoppiato rispetto allo scorso anno, passando dal 19% al 36%. Sono alcune evidenze emerse al Circular Fashion Summit 2020, l’appuntamento dedicato ai temi moda, design, tecnologia e sostenibilità organizzato da Lablaco.

I consumatori guardano alle politiche di sostenibilità di brand e governi

I cambiamenti impattano anche le tendenze d’acquisto, i consumatori guardano alle politiche di sostenibilità dei governi e danno maggiore attenzione a quanto viene fatto dai brand. I consumatori si aspettano un contributo determinante da parte di governi e istituzioni nell’incoraggiare comportamenti sostenibili, e solo il 22% si aspetta che l’ownership in materia di sostenibilità spetti al settore privato. La ricerca di PwC mostra come i consumatori che vivono in città siano consapevoli della necessità di ridurre l’uso della plastica, e si aspettano che i brand facciano lo stesso. Anche prima della pandemia però il 45% degli intervistati nel mondo affermava di evitare l’uso della plastica quando possibile, il 43% si aspettava che le aziende fossero responsabili del proprio impatto ambientale, e il 41% si aspettava che i retailer eliminassero i sacchetti di plastica e imballaggi per articoli deperibili.

L’impegno di Millennials e GenZ

Da quanto emerge dal Quinto osservatorio Millennial e Generazioni Z di PwC, che ha intervistato oltre 2400 giovani italiani, il 53% degli intervistati è interessato a prodotti naturali come maglie, t-shirt, pantaloni e shorts interamente realizzati utilizzando solo fibre di cotone biologico certificato, il 50% a prodotti ecologici, il 36% a marchi noti per pratiche sostenibili, e il 28% a prodotti etici. La predisposizione allo sharing da parte di Millennials e GenZ, poi, vale anche per abbigliamento, accessori, borse e gioielli. Tanto che il 14% già utilizza servizi di fashion renting, e un 23% è interessato a farlo in futuro.

Supply chain e materie prime. L’etichetta vince sul social

La supply chain e le materie prime diventano cruciali per la reputazione di aziende e brand. Investimenti in marketing e beneficenza non bastano più, ci si aspetta che le aziende ripensino l’intera supply chain con investimenti più ampi e di maggiore impatto. Per la prima volta dall’inizio delle rilevazioni di PwC sui consumatori, poi, l’etichetta ha superato i social media come mezzo più efficiente per comunicare informazioni sulla sostenibilità. Anche in questo caso Millennials e GenZ vogliono fare scelte informate e responsabili, cercando informazioni sulla sostenibilità e l’impatto sociale di un brand. E si aspettano di trovare sull’etichetta informazioni sui materiali e sull’origine del prodotto per valutarne personalmente la sostenibilità.

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