Regolare correttamente il condizionatore d’estate: consigli utili

Durante i torridi mesi estivi, adoperare il condizionatore è la cosa più piacevole che possa esserci per trovare un po’ di sollievo e rinfrescarsi. Vediamo adesso di seguito come è possibile regolare correttamente il condizionatore per ottenere il massimo del beneficio.

Regola la temperatura

Regolare correttamente la temperatura del condizionatore significa riuscire a godere al massimo dei suoi benefici risparmiando energia. Non dobbiamo dunque cadere nella tentazione di impostare una temperatura troppo bassa, in quanto la temperatura deve essere impostata a circa 26° per evitare sbalzi termici eccessivi tra la temperatura che c’è in casa e quella esterna.

In ogni caso il consiglio è quello di mantenersi su temperature che non siano maggiori di 7°-8°  rispetto la temperatura esterna. In questo modo l’unità esterna riuscirà a lavorare in maniera più efficace consumando anche meno energia.

Utilizza con oculatezza il condizionatore

Può sembrare scontato ma è utile adoperare il condizionatore solo quando veramente necessario e dunque evitare di tenerlo acceso ad esempio anche la notte. Chiaramente è bene evitare di tenerlo acceso quando in casa non c’è nessuno per scongiurare ogni forma di dispersione chiudendo adeguatamente porte e finestre, così che l’aria fresca non vada a finire fuori consentendo inoltre all’aria calda di entrare in casa.

Se sei appena rientrato in casa, è preferibile adoperare la funzione deumidificatore e soltanto in seguito quella di raffreddamento, così da evitare eventuali problemi legati allo sbalzo termico.

Pulisci periodicamente i filtri

Pulire periodicamente i filtri del condizionatore consente innanzitutto di avere un’aria più sana in casa evitando di far circolare anche i microrganismi patogeni che alloggiano appunto nei filtri. In secondo luogo, se i filtri sono puliti il condizionatore riesce a lavorare in maniera più facile e dunque può essere più efficiente riducendo i consumi e rinfrescando gli ambienti in maniera più tangibile.

Sfrutta il deumidificatore

Nel caso in cui dovessi accorgerti che l’aria in casa è particolarmente umida, e dunque quando hai quella fastidiosa sensazione di essere appiccicoso, fai bene a sfruttare la funzione deumidificatore (presente in tutti i condizionatori Mitsubishi) così da eliminare l’umidità nell’aria e ottenere una piacevole sensazione di fresco senza la necessità di dover avviare la funzione di raffreddamento.

Seguire con attenzione questi suggerimenti ti consentirà di adoperare al meglio il tuo condizionatore d’aria limitando i consumi.

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Timbracartellini per ogni tipo di necessità aziendale

Avere l’opportunità di rilevare le presenze in azienda consente di poter monitorare da più vicino quelle che sono le prestazioni lavorative dei dipendenti ed in particolar modo verificare i loro orari di ingresso e di uscita dalla sede in cui l’attività lavorativa viene svolta. Grazie ad un apposito timbracartellini ad esempio, è possibile andare a registrare non solo gli accessi e le uscite dei dipendenti ma anche eventuali ritardi o uscite anticipate, le quali vengono trasmesse immediatamente all’ufficio buste paga tramite apposito software.

In questa maniera si va dunque anche a semplificare quello che è il lavoro di chi lavora in amministrazione e al tempo stesso poter apportare delle piccole variazioni al salario in base al tempo effettivo di lavoro da parte del singolo dipendente.

Un modello di timbracartellini per ogni esigenza

Esistono per questo diverse tipologie di timbracartellini che ben si adattano alle necessità individuali. Vi sono tra l’altro determinati modelli che riescono a lavorare senza problemi anche all’interno di ambienti molto polverosi, e che dunque si adattano perfettamente ad ogni tipo di ambiente in cui vengono effettuate lavorazioni come ad esempio quelle sul legno che possono creare problemi nel caso in cui il dispositivo non sia pensato per lavorare esattamente in un contesto di questo tipo. Esistono inoltre modelli che possono lavorare sia poggiati su un ripiano che appesi al muro, così da poter essere più visibili e facili da raggiungere. A proposito di visibilità, esistono modelli di timbracartellini con i numeri informato arabo e altri con il display retro illuminato che consentono di poter visionare l’orario anche a parecchi metri di distanza.

Personalizzazione del badge

Sul sito ufficiale di Cotini srl è possibile visionare diversi modelli di timbracartellino e abbinare a questi l’acquisto di comodi badge timbratura magnetici o di prossimità, i quali possono anche essere personalizzati con il nome e il logo dell’azienda nonché con il nome e la fotografia del dipendente.

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Capsule Lavazza | Ritrova il tuo benessere

Quando giungi al termine di una di quelle giornate che sembrano infinite e la stanchezza è tale da farti sentire in riserva, ciò di cui probabilmente avverti necessità per ritrovare tranquillità e benessere è concederti un momento di piacere tenendo tra le dita una buonissima tazza del tuo caffè preferito. Il caffè per noi italiani non è infatti solo una bevanda, ma un vero e proprio rituale ed un momento che desideriamo ritagliarci per trovare serenità ed equilibrio. Affinché questa pausa sia pienamente ristoratrice, è importante che il caffè sia veramente buono ed in grado di regalare al palato quel piacevole mix di sensazioni che soltanto una miscela raffinata può far provare. Un profumo inebriante ed un gusto intenso e vellutato, con la classica schiuma color nocciola che siamo abituati a vedere quando prendiamo il caffè al bar: ecco quando un caffè può dirsi veramente buono ed in grado di restituire il benessere desiderato, ovvero nel momento in cui questo è in grado di stimolare e coccolare contemporaneamente il gusto, l’olfatto e la vista.

Le capsule Lavazza a Modo Mio di Cialdamia.it sono in grado di farti vivere ogni volta questa preziosa esperienza sensoriale, grazie alle miscele accuratamente selezionate e alla loro grande qualità che rende queste capsule le più apprezzate dagli italiani. Scegli tra le qualità più classiche le cialde per i tuoi caffè più gustosi, oppure scopri tutta l’energia ed il benessere delle nuove miscele con ginseng, se vuoi provare qualcosa di nuovo che possa fornirti l’energia di cui hai assolutamente bisogno. C’è dunque una capsula Lavazza adatta ad ogni momento della giornata e a ogni tuo desiderio, non devi far altro che scegliere quella più adatta ai tuoi gusti o necessità del momento e regalarti una profumata tazzina ogni volta che lo vorrai con un semplice gesto della mano.

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Giochi Gonfiabili Bll Park

Go Leisure produce e commercializza da oltre 20 anni playground da interno o esterno, giochi gonfiabili, giochi acquatici, trampolini elastici, play area per bimbi fino a 3 anni e tantissime altre attrezzature ludiche di pregevole fattura e qualità. Durante tutto il processo produttivo anche i più piccoli particolari vengono curati con particolare meticolosità e attenzione, per far si che i piccoli possano godere degli spazi e delle attrezzature loro dedicate in totale sicurezza.

Se hai uno spazio in giardino o in casa e stai pensando di far realizzare un’area giochi per i tuoi figli, se sei proprietario di uno spazio commerciale e intendi predisporre una play area per il divertimento dei più piccoli, se gestisci una scuola materna e vuoi rinnovare le attrezzature da gioco per i bambini, Go Leisure è la soluzione che ti garantisce massima sicurezza, grande qualità dei materiali e convenienza. Potrai comodamente inviarci la piantina dell’area nella quale intendi sistemare le attrezzature per il gioco, penseremo noi a studiare il progetto e l’idea più adatta a soddisfare le tue necessità. Individuata l’idea giusta effettueremo un sopralluogo per meglio comprendere spazi e particolarità del luogo, subito dopo inizierà la fase produttiva e la play area che avevi pensato prenderà magicamente forma. I nostri tecnici si occuperanno della messa in opera di tutte le attrezzature, per consentire da subito ai piccoli di usufruire del loro nuovo e bellissimo spazio per i giochi.

All’interno del sito è possibile visionare in anteprima alcune tra le soluzioni proposte da Go Leisure: dai bellissimi percorsi e saltarini gonfiabili ai giochi acquatici quali scivoli e acquafun, dai giochi e casette da giardino alle scenografie 3D per un divertimento assicurato. Puoi inviare la tua richiesta all’indirizzo mail info@bllpark.com o contattare il recapito telefonico +390392497489. Gli uffici si trovano in Via Friuli, 2/B 20853 Biassono (MB).

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I servizi digitali sempre più apprezzati dagli italiani nel post-covid

Durante le lunghe settimane di lockdown gli italiani hanno dovuto necessariamente cambiare le loro abitudini, a cominciare dall’utilizzo dell’online per svolgere un’infinità di occupazioni e acquisti. Ma cosa è cambiato ora nel post pandemia, e qual è attualmente il rapporto tra i nostri connazionali e i servizi digitali? Stando alle rilevazioni, pare che i cittadini del Belpaese stiano mantenendo la loro predisposizione a ricorrere a questa modalità anche in mesi più sereni. Dal commercio elettronico al gaming, continuano a utilizzare il digitale, confermando la tendenza dello scorso anno anche in questa prima metà di 2021. Molti settori presentano trend in crescita nel primo semestre dell’anno, con prospettive importanti per i prossimi anni e una proposta sempre più ampia e variegata.

I settori preferiti

Con la pandemia di Covid-19 molte agenzie e centri sono stati costretti a chiudere, favorendo il boom del gambling online. Secondo Agimeg, nel 2020 il settore del gioco online è cresciuto del 46,4%, con performance positive anche nei primi mesi del 2021. Tuttavia, come segnalato dal sito web specializzato Casino2k.com è fondamentale rivolgersi solo ed esclusivamente a concessionari autorizzati, in possesso di licenza da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Anche lo streaming video è cresciuto in modo considerevole, con tutti i principali operatori del settore che mostrano un numero di abbonati in aumento, da Netflix e Amazon Prime Video in grado di superare i 200 milioni di utenti registrati, fino a Disney+ che in appena 16 mesi ha superato i 100 milioni di abbonati. Tra le novità ci sono lo sbarco in Italia e in altri 25 paesi di Discovery+, mentre anche RaiPlay sta incrementando l’offerta di contenuti per competere con i colossi stranieri. Il trend del digitale vede anche la crescita dello streaming audio, con un aumento del 7,4% per l’industria musicale nel 2020 secondo i dati dell’IFPI (International Federation of the Phonographic Industry), con performance importanti da parte di piattaforme come Apple Music, Spotify e Amazon Music. In ascesa anche il settore del podcast, una tipologia di contenuto sempre più gettonata in Italia e all’estero, infatti secondo un report di Nielsen nel 2020 c’è stato un incremento di 2 milioni di ascoltatori di podcast nel nostro Paese, arrivando a un totale di 13,9 milioni di persone.

L’exploit del commercio elettronico

In questo scenario, non sorprende di certo che tra i settori che più di tutti hanno registrato un vero e proprio boom ci sia il commercio elettronico. Secondo i dati dell’Osservatorio eCommerce B2C del politecnico di Milano, la crescita nel 2020 ha raggiunto addirittura il +26%. E il trend sarebbe confermato anche nel 2021: Salesforce, ad esempio, rileva un incremento del 78% nel primo trimestre 2021 per l’e-commerce in Italia, ben più della media globale che si ferma a un comunque ragguardevole +58%.

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Le Pmi italiane su Amazon nel 2020 arrivano a quota 18 mila

Le Pmi italiane su Amazon crescono, e nel 2020 hanno raggiunto quota 18 mila, Inoltre, più di 4 mila fra le Piccole e medie imprese italiane presenti su Amazon hanno superato per la prima volta i 100 mila euro di vendite, mentre 200 di loro hanno addirittura superato la soglia di un milione di euro.
Si tratta di alcuni dati evidenziati dal Report 2021 del colosso internazionale dell’e-commerce sulle Piccole e medie imprese italiane che vendono i loro prodotti e servizi sulla piattaforma. Dal Report di Amazon emerge inoltre come nel 2020 queste realtà in Italia hanno creato oltre 50.000 posti di lavoro, e abbiano registrato vendite all’estero per più di 600 milioni di euro.

Casa e cucina, Salute e cura della persona, Bellezza le categorie sul podio

Le Pmi in Italia sviluppano il loro business online e supportano l’economia delle regioni e delle comunità locali. Molte di queste sono situate in Lombardia (+2.750), Campania (+2.500), Lazio (+1.750+), Puglia (+1.500+), Emilia-Romagna (+1.300), Veneto (+1.300), Piemonte (+1.100), Sicilia (+1.100), Toscana (+1.100), Marche (+500). Le 5 categorie di prodotto di maggior successo per le Pmi italiane che vendono su Amazon nel 2020 sono state Casa e cucina, Salute e cura della persona, Bellezza, Alimentari e Abbigliamento. Tra le prime 10 regioni con il più alto numero di vendite all’estero nel 2020 figurano la Lombardia, Campania, Veneto, Lazio, Toscana, Piemonte, Puglia, Emilia-Romagna, Sicilia, e Trentino-Alto Adige.

Venduti più di 80 milioni di prodotti sulla piattaforma

Nel 2020 le Pmi italiane hanno avuto accesso a centinaia di milioni di clienti Amazon in tutto il mondo. Dal Report di Amazon risulta infatti che nel 2020 le Pmi italiane complessivamente hanno venduto più di 80 milioni di prodotti sulla piattaforma, 30 milioni in più rispetto all’anno precedente.
In media, si tratta di più di 150 prodotti al minuto, per un totale di vendite registrate pari a una media di oltre 200.000 euro, 50.000 euro in più rispetto al 2019, riporta una notizia Ansa.

Nel 2020 investiti in Europa circa 2,8 miliardi di euro per le Pmi

Amazon intende continuare a sostenere le Pmi italiane sulla propria piattaforma, fornendo logistica, strumenti, servizi, programmi e formazione per un investimento di circa 2,8 miliardi di euro in Europa nel 2020.
“Ogni giorno collaboriamo con migliaia di piccole e medie imprese e le aiutiamo a espandere la propria attività oltre i loro confini – ha dichiarato Xavier Flamand, Director, EU Seller Services di Amazon -. Continueremo a innovare per le Pmi aiutandole a fornire un’eccellente esperienza di acquisto per i nostri clienti”.
Questo perché “Oltre la metà del totale delle vendite effettuate su Amazon arriva da piccole e medie imprese italiane – ha aggiunto Ilaria Zanelotti, Director of Marketplace Amazon Italia – che rappresentano il motore per la ripresa e lo sviluppo dell’economia locale”.

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Nel 2020 le startup dell’agrifood crescono del 56%

Le startup dell’agrifood in tutto il mondo sono cresciute del 56%, e in totale raggiungono quota 1.808. Sono queste le aziende censite a fine 2020 dall’osservatorio Food Sustainability della School of Management del Politecnico di Milano, un numero di imprese in netta crescita rispetto alle 1.158 giovani imprese attive tra il 2016 e il 2019. Il 40% delle startup del quinquennio ha ottenuto almeno un finanziamento, per un totale di 5,6 miliardi di dollari raccolti, pari a una media di 7,7 milioni per round. Ovvero, 2,5 milioni in più rispetto al 2019.

Italia in dodicesima posizione, con 22 startup sostenibili su 76 nuove imprese

A guidare l’innovazione delle startup agrifood sostenibili è la Norvegia, con 24 startup agrifood e il 58% sostenibile, poi Israele (139 startup, 46% sostenibile) e Uganda (24 startup, 46% sostenibile). L’Italia si colloca solo in dodicesima posizione, con 22 startup sostenibili sulle 76 nuove imprese agrifood censite (29%).  L’Italia però presenta un mercato in evidente crescita rispetto allo scorso anno: 15 startup sostenibili in più (erano 7 nel 2019, il 13% del totale) e 23 milioni di dollari di investimenti raccolti, contro i 300mila dollari di un anno fa, pari a un finanziamento medio di un milione di dollari.

L’emergenza sanitaria non ha arrestato il fermento innovativo del settore

“La pandemia ha avuto un forte impatto sui sistemi alimentari urbani ed è emersa l’importanza di tracciare e condividere le informazioni”, commenta Raffaella Cagliano, responsabile scientifico dell’osservatorio.
“L’emergenza – evidenzia Paola Garrone, responsabile scientifico – non ha arrestato il fermento innovativo del settore, che nel quinquennio dal 2016 al 2020 ha visto una crescita di startup agrifood che propongono nuove soluzioni orientate agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile”.

Il 90% delle aziende di produzione agricola è una ‘family farms’

A livello globale, rileva ancora la ricerca ripresa da Askanews, il 90% delle aziende di produzione agricola rientra tra le ‘family farms’, ovvero piccole realtà a conduzione familiare, mentre in Europa questo tipo di aziende è al 95%. L’osservatorio poi ha identificato tre iniziative in grado di accorciare la distanza fra produttori e consumatori lungo la filiera. La prima è la formazione dei produttori, che implica interazioni dirette fra le imprese di trasformazione e i produttori. La seconda è la condivisione dei benefici e dei rischi a monte e a valle della filiera. E la terza è la determinazione congiunta di un prezzo equo attraverso accordi specifici.

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Istat, 1 italiano su 2 andrà in vacanza

Un italiano su due andrà in vacanza nel periodo compreso tra giugno e settembre 2021. È la fotografia scattata dall’Istat nell’indagine sulle intenzioni degli italiani eseguita con la collaborazione del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims).  Nel dettaglio, il 23,3% trascorrerà sicuramente un periodo di vacanza, tra giugno e settembre, in una località diversa da quella di residenza, ipotesi che invece si verificherà “probabilmente” per il 27,8%. Sommando le due percentuali si arriva al 50,1%. Un terzo degli intervistati, invece, è sicuro che non andrà in vacanza.

“No” alle vacanze soprattutto per ragioni economiche

La prima motivazione riportata da chi non ha intenzione di andare in vacanza è la mancanza di risorse economiche (32,7% degli intervistati), seguita dai timori legati al Covid (15%) e quindi da motivi di salute (12,8%). Il 33,3% degli italiani è intenzionato a scegliere la regione di residenza, mentre il 63,6% andrà più lontano. In media, la durata complessiva della vacanza non sarà superiore a 14 giorni.

Albergo e auto le soluzioni preferite

Il 34% di chi intende andare in vacanza ha intenzione di scegliere una sistemazione collettiva (hotel/pensione/albergo), il 32,4% preferisce la casa o l’appartamento di proprietà e il 26,3% affittare un alloggio. Il mezzo di trasporto personale è il più scelto per raggiungere il luogo di vacanza (84%). L’emergenza sanitaria non condiziona la scelta del tipo di vacanza (63,9% dei rispondenti), così come quelle legate al mezzo di trasporto (68,1%) e al tipo di sistemazione (73,1%).

In vacanza soprattutto al Nord…

Da un punto di vista territoriale, l’intenzione di andare in vacanza risente di una sorta di spaccatura tra Nord e Sud. La quota di chi ha pensa di andare in vacanza passa dal 59,7% dei residenti nel Nord-ovest al 39,1% dei residenti nel Mezzogiorno (considerando la somma di “Certamente sì” e “Probabilmente sì”). Nel Nord-est e nel Centro le percentuali sono simili al Nord-ovest e pari, rispettivamente, al 55,2% e al 51,0%. Il quadro si ribalta per le risposte di chi non intende fare una vacanza: le percentuali sono prossime al 50% nel Centro-nord e al 60,8% nel Mezzogiorno.

… e soprattutto i giovani

L’intenzione di andare in vacanza è forte soprattutto nei giovani: nella fascia 18-29 anni l’incidenza delle risposte “certamente sì” e “probabilmente sì” è pari al 75,9%, ma scende al 58,5 tra chi ha un’età compresa tra i 30 e i 49 anni. Le quote si riducono con l’età: 44,5% delle persone tra i 50 e i 64 anni e 32,4% di chi ha almeno 65 anni.

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Pil +0,01% nel primo trimestre, disoccupazione al 10,7%

Per il periodo gennaio-marzo 2021 l’Istat calcola un aumento del Pil dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato. L’Istat ribalta quindi le stime rilasciate al 30 aprile, che indicavano un calo congiunturale dello 0,4%. Inoltre, la variazione acquisita del Pil italiano per il 2021, quella che si otterrebbe se nei trimestri successivi al primo si registrasse una crescita nulla, viene calcolata pari al +2,6%. L’Istat ha rivisto anche la stima sul primo trimestre 2020, pari al -0,8% rispetto al -1,4% comunicato ad aprile. Nello stesso mese però il tasso di disoccupazione sale al 10,7% (+0,3 punti), mentre tra i giovani scende al 33,7% (-0,2 punti).

+870mila le persone in cerca di lavoro, +48,3% rispetto ad aprile 2020

Secondo le stime, ad aprile 2021, rispetto ad aprile dell’anno scorso, le persone in cerca di lavoro risultano in “forte crescita”, ovvero pari a +870mila unità (+48,3%), a causa “dell’eccezionale crollo della disoccupazione che aveva caratterizzato l’inizio dell’emergenza sanitaria”, commenta l’Istituto. D’altra parte, diminuiscono gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-6,3%, pari a -932mila unità), che ad aprile 2020 avevano registrato, invece, un forte aumento. Inoltre, ad aprile 2021, rispetto a marzo, si registra un lieve aumento degli occupati (+0,1%, pari a +20mila unità), mentre rispetto ad aprile 2020 si registra un calo del -0,8%, pari a -177mila unità.

In un anno il calo degli occupati coinvolge autonomi e dipendenti permanenti

Sempre ad aprile, la lieve crescita degli occupati su base mensile è dovuta solamente ai dipendenti a termine, che risultano pari a +96mila (+3,5%), in quanto i dipendenti permanenti e gli autonomi diminuiscono dello 0,3% e dello 0,6% (rispettivamente, -47mila e -30mila). Nel confronto annuo, il calo degli occupati coinvolge gli indipendenti, che diminuiscono del 3,6% (-184mila) e i dipendenti permanenti, che diminuiscono dell’1,5% (-222mila).
Crescono invece dell’8,9% (+229mila) i dipendenti a termine. Rispetto al mese di marzo, l’aumento del numero di persone in cerca di lavoro (+3,4%, pari a +88mila unità) riguarda entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età.

Diminuisce il numero di inattivi

Nel confronto mensile diminuisce poi anche il numero di inattivi di 15-64 anni (-1,0%, pari a -138mila unità), e il tasso di occupazione sale al 56,9% (+0,1 punti), riporta Ansa. “Ad aprile prosegue la crescita dell’occupazione già registrata nei due mesi precedenti, portando a un incremento di oltre 120 mila occupati rispetto a gennaio 2021 – si legge in una nota dell’Istat -. L’aumento coinvolge entrambe le componenti di genere e si concentra tra i dipendenti a termine. Ciononostante, rispetto a febbraio 2020, mese precedente a quello di inizio della pandemia, gli occupati sono oltre 800 mila in meno e il tasso di occupazione è più basso di quasi 2 punti percentuali”.

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La crisi Covid “non tocca” super e negozi, ed è boom dell’online

Le imprese alimentari della distribuzione organizzata e della distribuzione al dettaglio non hanno risentito per la crisi Covid. Anzi, la metà di queste nel 2020 ha visto migliorare il proprio andamento economico. È quanto emerge dall’indagine dell’Osservatorio 2021 FIDA Confcommercio, secondo cui tuttavia le aziende hanno registrato un significativo peggioramento dei prezzi praticati dai fornitori. Dall’indagine emerge anche un vero boom sul lato digitalizzazione, fortemente accelerata dalla pandemia. Prima della crisi sanitaria il 13% accettava prenotazioni della spesa tramite social network o Whatsapp, oggi sono il 31%. Inoltre, se prima della crisi, l’11% delle imprese offriva ai consumatori la possibilità di effettuare la spesa online sul sito dell’impresa o tramite posta elettronica, oggi lo fa il 27%.

Quasi il 20% acquista prodotti alimentari online almeno una volta al mese

Sul fronte dei consumatori, poi, la pandemia ha profondamente modificato i comportamenti di acquisto. Oggi quasi il 20% acquista prodotti alimentari online almeno una volta al mese, e lo fa principalmente perché in questo modo può fare la spesa a qualsiasi orario. Nel 50% dei casi presso un negozio dove precedentemente non acquistava di persona, riporta Ansa. In questi mesi abbiamo assistito quindi a un vero e proprio boom sul lato della digitalizzazione. E il progressivo affermarsi della vendita online è stato direttamente proporzionale al cambiamento di comportamento di acquisto da parte dei consumatori.

Capacità di adattamento alla pandemia e alle nuove richieste dei consumatori

“Il dettaglio alimentare ha dimostrato una capacità di adattamento alla pandemia e alle conseguenti nuove richieste dei consumatori, encomiabile”, afferma Donatella Prampolini, presidente Fida e vice presidente di Confcommercio. Se da un lato questo andamento così positivo si può spiegare con il fatto che durante il lockdown praticamente solo il settore alimentare ha continuato a funzionare e a garantire un servizio essenziale, è importante sottolineare che il mondo del dettaglio alimentare ha saputo cogliere le opportunità di sviluppo anche in questo terribile periodo.

Bocciati senza appello il cashback e la lotteria degli scontrini

Per quanto riguarda iniziative come cashback e lotteria degli scontrini, invece, il primo è bocciato senza appello dall’82,1% delle imprese del settore, principalmente a causa delle commissioni troppo elevate per le transazioni. Quanto alla lotteria degli scontrini, solo il 3,2% delle imprese ha visto aumentare le visite da parte dei propri clienti abituali, e solo l’1,2% delle imprese afferma di avere aumentato i propri ricavi grazie a questa iniziativa.
“Gli imprenditori hanno colto la necessità di nuovi servizi da parte dei clienti e sono stati capaci di colmare in poche settimane in gap infrastrutturale – sottolinea la presidente Fida -. Ma per far crescere il sistema imprenditoriale non servono le lotterie degli scontrini, ma semplificazioni nei processi di cambiamento”.

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I social usano l’AI per puntare sull’accessibilità

Cresce l’impegno dei social network e dei colossi del mondo tecnologico per l’accessibilità e l’inclusione. Da Instagram a Facebook, da Google a Microsoft, e perfino Zoom, nuove idee e investimenti stanno portando una diffusione sempre più ampia di strumenti in grado di cambiare la vita alle persone con disabilità. Soprattutto grazie all’Intelligenza Artificiale. Se questa necessità è divenuta ancora più evidente con il boom del lavoro da remoto e della didattica a distanza, gran parte del merito delle nuove implementazioni da parte dei social va proprio all’AI, il motore di AccessuWay, alla base del nuovo sito dell’Autorità di regolazione dei trasporti.

La tecnologia accelera il focus sull’inclusione

Di recente Instagram ha introdotto nuove funzionalità nelle Storie: sotto al riquadro arriveranno sottotitoli automatici, così da permettere anche a chi ha problemi di udito di comprendere il significato di un parlato. Creati in maniera automatica, i sottotitoli in realtà mirano anche ad aiutare utenti con parziali disabilità visive, considerata la possibilità di personalizzare dimensione e colore. A gennaio, invece, la casa madre Facebook aveva annunciato il miglioramento della tecnologia di Testo Alternativo Automatico (Aat), che usa l’AI per creare descrizioni delle foto per le persone non vedenti e ipovedenti.

Microsoft aggiorna le sue piattaforme principali

Va in questa direzione anche il piano di Microsoft di promuovere l’accessibilità nella tecnologia, nella formazione e nel lavoro, con il nuovo fondo nell’ambito AI for Accessibility, e soprattutto, con gli aggiornamenti delle sue piattaforme principali, da Teams a Word. Nella prima è stata integrata la modalità di contrasto elevato anche nei sottotitoli in tempo reale, mentre in Word l’Intelligenza Artificiale rileva e converte gli stili del titolo per i lettori non vedenti e ipovedenti.

PowerPoint inoltre beneficia dell’Immersive Reader, che seleziona e pronuncia il testo di una slide in automatico, ed Excel che semplifica la navigazione tra i fogli di calcolo.

Google porta la funzione Live Caption sul browser Chrome

Dal canto suo Zoom consente di identificare un partecipante come interprete, così che la sua posizione nella schermata non cambi mai, nemmeno quando si susseguono vari interlocutori, mentre Google ha portato la funzione Live Caption per la titolazione automatica sul browser Chrome, dopo il debutto sui suoi smartphone Android più recenti e sui Pixel.

Novità poi anche per i videogiocatori. Il produttore di hardware AMD ha rilasciato l’aggiornamento di un software che gestisce le schede grafiche della serie Radeon. Come riporta Ansa, è inclusa una sezione dedicata all’accessibilità, con un nuovo sistema di correzione del colore per i giocatori affetti dalle tre principali varianti di discromatismo (protanopia, deuteranopia e tritanopia).

 

 

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Cresce il mercato Mobile: +4,5% utenti connessi e 1,9 miliardi di pubblicità

Nel 2020 lo smartphone si conferma il mezzo preferito dagli italiani per navigare online, che a dicembre 2020 raggiungono i 35,1 milioni di utenti connessi, pari all’87% della popolazione Internet e con un incremento di 1,5 milioni rispetto a un anno prima (+4,5%). In media si trascorrono 77 ore al mese online da device mobili (+29% rispetto a dicembre 2019), pari all’83% del tempo speso a navigare su Internet. A crescere è anche il mercato della mobile advertising, che nel 2020 ha visto un incremento degli investimenti pubblicitari sul canale mobile del 9%, raggiungendo quota 1,9 miliardi di euro. Sono alcuni dei risultati della ricerca presentata dall’Osservatorio Mobile B2c Strategy della School of Management del Politecnico di Milano, condotta con il supporto di BVA Doxa.

La mobile advertising in Italia

Lo smartphone si riconferma anche il mezzo principale dell’Internet advertising (55%) e quello che registra il tasso di crescita più elevato.

La crescita non ha riguardato solo i siti e le app degli Over The Top (+84%), ma anche le property digitali delle principali imprese italiane per fatturato: il 77% del tempo speso online su siti e app dei top brand italiani proviene infatti da device mobili, valore in netta crescita (+15%) rispetto a gennaio 2020.

Più video, meno sms

A livello di formati si registrano andamenti in linea con quanto accade sul mercato del digital advertising, con il video al primo posto (+11%), seguito dal display advertising (+9%), e dalla search (+9%). Stabile, la componente di classified advertising, mentre continua il calo dell’sms advertising. L’sms è ancora uno degli strumenti usati dalle imprese per relazionarsi con i clienti, ma nel 2020 sempre meno con finalità promozionali o di marketing. Per gestire l’emergenza molte imprese hanno inoltre introdotto l’utilizzo di WhatsApp come nuovo canale di customer care e consulenza per gli acquisti online.

L’evoluzione del comportamento dei mobile surfer e ruolo delle aziende

Il 97% dei mobile surfer, anche se costretto in casa, non ha diminuito il tempo su mobile, anzi, l’ha incrementato (69%). La crescita dell’utilizzo dei canali digitali e della consapevolezza del ruolo strategico da parte delle aziende in generale ha portato maggiori investimenti nei confronti dell’esperienza utente. Quasi tutte le aziende oggi presidiano le diverse fasi del processo alla base di una buona user experience, e gran parte cerca di misurarne i benefici. In particolare, rispettivamente solo il 4% e il 3% dei brand non svolge alcuna attività di ricerca e progettazione, mentre il 7% salta le attività di testing volte a validare il prodotto appena sviluppato. Inoltre, la quota di mobile surfer che dichiara di aver dovuto, spesso o qualche volta, cambiare sito web o app per problemi di usabilità è diminuita dallo scorso anno, passando da 51% a 41% per i siti e da 46% a 39% per le app.

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Cercare lavoro online, cosa è cambiato nell’anno del Covid?

Nel 2020 sono stati persi 662 mila posti di lavoro, e sono state erogate oltre quattro miliardi di ore di cassa integrazione (dati INPS), spingendo moltissime persone a cercare in rete una soluzione alla loro nuova situazione. Insomma, nell’anno della pandemia non è cambiato solo il mondo del lavoro, ma anche il modo di cercarlo. Per individuare quali siano i nuovi trend Semrush, piattaforma di Saas per la gestione della visibilità online, ha analizzato le ricerche fatte online dagli utenti in Italia.

Il bonus è il più ricercato del 2020

Secondo l’analisi, la ricerca che ha registrato il maggior incremento è stata “Bonus per disoccupati” (+2.198% rispetto al 2019), digitata sui motori di ricerca con una media di 3.428 volte al mese. La questione dei bonus, in particolare quelli specifici stanziati per contrastare la crisi economica causata dal Covid, ha tenuto vivo l’interesse del web nel corso dell’intero anno. Tanto che “Bonus 600 euro disoccupati” è stato cercato in media quasi 2.500 volte ogni mese, con un picco di 14.800 ricerche ad aprile 2020. Sono state poi effettuate 14.300 digitazioni mensili per l’item “lavoro agile”, che negli ultimi 12 mesi è cresciuto in maniera esponenziale tra gli uffici del Bel Paese.

Supermercati e corrieri sono i più ambiti

Per quanto riguarda il web, il suo incremento è stato dell’812% sul 2019, raggiungendo l’apice a marzo 2020, con 74.000 ricerche. Incremento significativo anche per l’item “lavoro da casa”, che con oltre 56.000 ricerche mensili registra un +29% sul 2019, e per “lavoro a distanza”, cresciuto del 303%, con una media di 810 digitazioni al mese. Interessante notare anche come sia aumentato il desiderio degli utenti di andare a lavorare per alcune specifiche aziende, soprattutto supermercati e corrieri, probabilmente viste come professioni più sicure durante la pandemia e meno a rischio di eventuali licenziamenti o cassa integrazione.

I portali di ricerca più cliccati

L’item “lavorare con Amazon” è quello che ha registrato l’incremento più alto (+236%), con più di 11.300 ricerche ogni mese, e picchi di 22.000 a settembre e novembre 2020. “Bartolini lavora con noi”, invece, ha registrato un +71%, con una media di 11.500 digitazioni ogni mese, raggiungendo le 18.100 nei mesi di settembre, novembre e dicembre 2020. Per quanto riguarda le piattaforme specifiche per la ricerca di un lavoro, Indeed.com è stato il portale più cliccato, con quasi 14 milioni e 900 mila digitazioni ogni mese (+15% sul 2019), mentre Jobbydoo.it è stato quello con la crescita maggiore, con un incremento del 79% rispetto all’anno precedente, e una media di oltre 3 milioni di accessi mensili.

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